Dal 2023 la materia è disciplinata dal Codice dei contratti pubblici (D.Lgs 36/2023), che ha sostituito integralmente il previgente D.Lgs 50/2016, integrato dal correttivo D.Lgs 209/2024. Il nuovo Codice si apre con principi generali di rango sistematico: il principio del risultato (l'affidamento e l'esecuzione del contratto devono conseguire il miglior risultato possibile nel minor tempo), il principio della fiducia reciproca tra amministrazioni e operatori economici, e il principio di accesso al mercato, che favorisce la massima partecipazione nel rispetto della concorrenza. Le stazioni appaltanti scelgono il contraente tramite procedura aperta, ristretta, negoziata o, nei casi previsti, affidamento diretto, distinguendo tra affidamenti sotto-soglia e sopra-soglia (senza ancorarsi a cifre, soggette a revisione periodica UE). Il RUP (Responsabile Unico del Progetto) coordina le fasi di programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione, mentre l'aggiudicazione avviene con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV) o del minor prezzo.
La L. 190/2012 istituisce il sistema di prevenzione della corruzione imperniato sul PNA (Piano Nazionale Anticorruzione) e sul PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione), che ha assorbito i precedenti piani triennali. Ogni amministrazione nomina un RPCT (Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza). Gli obblighi di pubblicazione sono disciplinati dal D.Lgs 33/2013, che regola anche l'accesso civico semplice e l'accesso civico generalizzato (FOIA), distinti dall'accesso documentale ex L. 241/1990. Il whistleblowing è oggi regolato organicamente dal D.Lgs 24/2023, che tutela il dipendente che segnala illeciti. Il D.Lgs 39/2013 disciplina inconferibilità e incompatibilità degli incarichi dirigenziali.
Il trattamento dei dati nella P.A. è governato dal GDPR (Regolamento UE 2016/679), integrato dal Codice privacy D.Lgs 196/2003 come modificato dal D.Lgs 101/2018. Cardini della disciplina sono i principi del trattamento (liceità, minimizzazione, esattezza, limitazione della conservazione), le basi giuridiche, i diritti dell'interessato (accesso, rettifica, cancellazione, portabilità, opposizione), la distinzione tra titolare e responsabile del trattamento, la figura del DPO e i poteri del Garante per la protezione dei dati personali.
Il CAD (D.Lgs 82/2005) disciplina documento informatico, firme elettroniche, SPID e CIE come strumenti di identità digitale, PEC e domicilio digitale, conservazione digitale e interoperabilità dei sistemi pubblici. Infine, la responsabilità della P.A. e dei dipendenti si articola in responsabilità civile, disciplinare e amministrativo-contabile (danno erariale) dinanzi alla Corte dei conti.
1. Il principio del risultato, introdotto come principio cardine del nuovo Codice dei contratti pubblici, individua il risultato perseguito dalla stazione appaltante in cosa?
L'art. 1 D.Lgs 36/2023 definisce il principio del risultato come l'interesse pubblico primario del Codice, consistente nell'affidamento e nell'esecuzione del contratto con la massima tempestività e il miglior rapporto qualità/prezzo. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 1))
2. Il principio della fiducia, disciplinato dall'art. 2 del Codice dei contratti pubblici, favorisce quale comportamento dei funzionari pubblici?
L'art. 2 D.Lgs 36/2023 sancisce che la fiducia reciproca nell'azione legittima, trasparente e corretta di amministrazione, operatori e funzionari favorisce l'autonomia decisionale, limitando la responsabilità amministrativa ai casi di dolo o colpa grave. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 2))
3. In base al principio di accesso al mercato di cui all'art. 3 del Codice dei contratti pubblici, le stazioni appaltanti favoriscono cosa?
L'art. 3 D.Lgs 36/2023 stabilisce che le stazioni appaltanti e gli enti concedenti favoriscono, nel rispetto dei principi di concorrenza, imparzialità, non discriminazione, pubblicità, trasparenza e proporzionalità, l'accesso al mercato degli operatori economici. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 3))
4. Un Comune deve affidare un servizio di modesto valore mediante affidamento diretto e, tra gli operatori interpellati informalmente, individua come più conveniente proprio l'impresa uscente, affidataria dello stesso servizio nel biennio precedente. Coerentemente con il principio di rotazione degli affidamenti, come deve comportarsi la stazione appaltante?
Il principio di rotazione, pur non essendo assoluto, richiede una motivazione rafforzata quando la stazione appaltante intende riaffidare il contratto all'operatore uscente, per evitare il consolidamento di rendite di posizione. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 49))
5. Quale affermazione descrive correttamente il ruolo del RUP (Responsabile Unico del Progetto) nel Codice dei contratti pubblici?
Il RUP segue l'intero ciclo di vita dell'appalto, dalla programmazione all'esecuzione, secondo le competenze attribuite dal Codice e dal relativo allegato. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 15))
6. Un'amministrazione aggiudicatrice intende avviare, nel corso dell'esercizio, l'affidamento di un intervento infrastrutturale non previsto in alcun documento programmatorio precedentemente adottato. Alla luce della disciplina sulla programmazione dei contratti pubblici, come deve procedere correttamente?
La programmazione dei contratti pubblici richiede che gli interventi siano inseriti negli appositi strumenti programmatori, salva la possibilità di aggiornamento nei casi e con le modalità previste dal Codice. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 37))
7. Una stazione appaltante deve affidare un servizio di importo esiguo, rientrante nelle soglie che consentirebbero l'affidamento diretto. Il RUP intende comunque motivare la scelta di consultare tre operatori economici anziché procedere con affidamento diretto puro. Tale scelta è coerente con quali principi del Codice?
Il Codice ammette, nell'ambito dei contratti sotto soglia, l'adozione di modalità di confronto concorrenziale anche quando non strettamente imposte, in coerenza con i principi di risultato, concorrenza e rotazione, purché la scelta sia proporzionata e motivata. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 50))
8. Con l'entrata in vigore del Codice dei contratti pubblici D.Lgs 36/2023, quale affermazione è corretta in merito al previgente D.Lgs 50/2016?
Il D.Lgs 36/2023 ha abrogato integralmente il D.Lgs 50/2016, introducendo un nuovo impianto codicistico fondato sui principi di risultato, fiducia e accesso al mercato, successivamente integrato dal correttivo D.Lgs 209/2024. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 226))
9. L'accesso civico 'semplice', disciplinato dall'art. 5, comma 1, del D.Lgs 33/2013, attribuisce a chiunque il diritto di fare cosa?
L'accesso civico semplice consente a chiunque di richiedere documenti, informazioni o dati oggetto di obbligo di pubblicazione, nei casi in cui tale pubblicazione sia stata omessa, senza necessità di motivare la richiesta. (Diritto amministrativo — trasparenza (D.Lgs 33/2013 art. 5))
10. L'accesso civico generalizzato (cd. FOIA), introdotto dall'art. 5, comma 2, del D.Lgs 33/2013, consente a chiunque di fare cosa?
L'accesso civico generalizzato consente a chiunque, indipendentemente da un interesse qualificato, di accedere a dati e documenti ulteriori rispetto a quelli soggetti a pubblicazione obbligatoria, salvi i limiti previsti dall'art. 5-bis a tutela di interessi pubblici e privati. (Diritto amministrativo — trasparenza (D.Lgs 33/2013 art. 5))
11. Nel vigente assetto normativo, in quale strumento programmatorio confluiscono, tra l'altro, le misure di prevenzione della corruzione e della trasparenza precedentemente contenute nel Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (PTPCT)?
Il PIAO ha assorbito, tra gli altri, il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, unificando in un unico strumento programmatorio le misure organizzative, anticorruzione e di trasparenza delle pubbliche amministrazioni. (Diritto amministrativo — trasparenza (D.L. 80/2021 art. 6))
12. Quale delle seguenti affermazioni descrive correttamente la differenza tra l'accesso documentale ex L. 241/1990 e l'accesso civico generalizzato ex D.Lgs 33/2013?
L'accesso documentale presuppone la titolarità di un interesse diretto, concreto e attuale in capo al richiedente, mentre l'accesso civico generalizzato è riconosciuto a chiunque, a prescindere da un interesse qualificato, per favorire forme diffuse di controllo democratico. (Diritto amministrativo — trasparenza (L. 241/1990 art. 22))
13. Un cittadino, privo di qualunque interesse specifico collegato a un procedimento amministrativo, intende conoscere il contenuto di un contratto di appalto stipulato da un Comune, dato non oggetto di pubblicazione obbligatoria. Quale istituto può correttamente attivare?
Non avendo un interesse qualificato né trattandosi di dato omesso rispetto a un obbligo di pubblicazione, lo strumento corretto è l'accesso civico generalizzato, che prescinde da qualunque legittimazione soggettiva particolare, salvi i limiti dell'art. 5-bis. (Diritto amministrativo — trasparenza (D.Lgs 33/2013 art. 5))
14. Quale delle seguenti circostanze NON costituisce, di per sé, un limite legittimo idoneo a giustificare il rifiuto dell'accesso civico generalizzato ai sensi dell'art. 5-bis del D.Lgs 33/2013?
L'art. 5-bis individua limiti tassativi collegati a un pregiudizio concreto a interessi pubblici o privati specificamente individuati; il mero disagio organizzativo dell'amministrazione non rientra tra le eccezioni legittime al diritto di accesso. (Diritto amministrativo — trasparenza (D.Lgs 33/2013 art. 5-bis))
15. In caso di ripetute violazioni delle misure di prevenzione della corruzione previste dal PIAO, riconducibili a colpa del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) nell'esercizio dei propri compiti di vigilanza, quale conseguenza è prevista dall'ordinamento?
La normativa anticorruzione pone in capo al RPCT una responsabilità collegata alla mancata predisposizione o al mancato controllo sull'attuazione delle misure di prevenzione, salva la prova di aver adottato tutte le misure organizzative idonee e di aver vigilato sul rispetto del piano. (Diritto amministrativo — trasparenza (L. 190/2012 art. 1))
16. Un dirigente, responsabile di un settore comunale, omette sistematicamente di attuare le misure di prevenzione della corruzione previste dal PIAO per il proprio ufficio, causando un danno patrimoniale all'ente riconducibile a tale omissione. Quale forma di responsabilità può, in astratto, configurarsi in capo al dirigente, oltre a quella disciplinare?
L'omessa attuazione delle misure di prevenzione della corruzione da parte del dirigente responsabile può integrare, accanto alla responsabilità disciplinare, una responsabilità dirigenziale e, in presenza di un danno patrimoniale accertato dalla Corte dei conti, una responsabilità erariale. (Diritto amministrativo — trasparenza (L. 190/2012 art. 1))
17. Ai sensi dell'art. 5 del Regolamento UE 2016/679 (GDPR), i dati personali devono essere trattati in modo lecito, corretto e trasparente nei confronti di chi?
L'art. 5, par. 1, lett. a), GDPR sancisce il principio di liceità, correttezza e trasparenza del trattamento nei confronti dell'interessato, ossia della persona fisica cui i dati si riferiscono. (Diritto amministrativo — privacy (Reg. UE 2016/679 art. 5))
18. Il principio di minimizzazione dei dati, previsto dall'art. 5 GDPR, impone che i dati personali trattati siano di quale natura?
Il principio di minimizzazione richiede che i dati trattati siano adeguati, pertinenti e limitati a quanto strettamente necessario rispetto alle finalità del trattamento. (Diritto amministrativo — privacy (Reg. UE 2016/679 art. 5))
19. Tra le basi giuridiche del trattamento previste dall'art. 6 GDPR, il consenso dell'interessato deve presentare quali caratteristiche?
L'art. 6, par. 1, lett. a), GDPR richiede, quale base giuridica del trattamento, un consenso libero, specifico, informato e inequivocabile dell'interessato, come definito dall'art. 4, punto 11, GDPR. (Diritto amministrativo — privacy (Reg. UE 2016/679 art. 6))
20. Il principio di limitazione della conservazione, sancito dall'art. 5 GDPR, richiede che i dati personali siano conservati in una forma che consenta l'identificazione degli interessati per quanto tempo?
Il principio di limitazione della conservazione impone che i dati siano mantenuti in forma identificativa solo per il tempo necessario al conseguimento delle finalità del trattamento, salve le deroghe previste per finalità di archiviazione, ricerca storica o statistica. (Diritto amministrativo — privacy (Reg. UE 2016/679 art. 5))
21. Un Comune tratta i dati anagrafici dei cittadini residenti per la gestione dei servizi demografici obbligatori per legge. Su quale base giuridica, tra quelle previste dall'art. 6 GDPR, si fonda correttamente tale trattamento, senza necessità di richiedere il consenso degli interessati?
Quando una pubblica amministrazione tratta dati per l'esecuzione di compiti istituzionali previsti dalla legge, la base giuridica applicabile è quella dell'art. 6, par. 1, lett. e), GDPR, ossia l'esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso all'esercizio di pubblici poteri, senza necessità del consenso. (Diritto amministrativo — privacy (Reg. UE 2016/679 art. 6))
22. Ai sensi dell'art. 82 GDPR, chiunque subisca un danno materiale o immateriale a causa di una violazione del Regolamento ha diritto al risarcimento nei confronti di chi?
L'art. 82 GDPR riconosce il diritto al risarcimento del danno, materiale o immateriale, cagionato da una violazione del Regolamento, nei confronti del titolare o del responsabile del trattamento coinvolti, ferme le cause di esonero ivi previste. (Diritto amministrativo — privacy (Reg. UE 2016/679 art. 82))
23. Un ente pubblico economico intende trattare dati personali di propri utenti per finalità di marketing diretto relative a servizi ulteriori rispetto a quelli istituzionali obbligatori, non riconducibili all'esercizio di pubblici poteri. Quale base giuridica risulta, in linea di principio, più appropriata per tale trattamento ulteriore?
Quando il trattamento esula dai compiti istituzionali obbligatori e riguarda finalità ulteriori come il marketing diretto, la base giuridica dell'esecuzione di compiti di interesse pubblico non è invocabile, ed è quindi necessario acquisire un consenso libero, specifico e informato. (Diritto amministrativo — privacy (Reg. UE 2016/679 art. 6))
24. Ai sensi dell'art. 20 del Codice dell'Amministrazione Digitale (D.Lgs 82/2005), il documento informatico soddisfa il requisito della forma scritta e ha l'efficacia prevista dall'art. 2702 del codice civile quando vi è apposta quale tipologia di firma?
L'art. 20 CAD stabilisce che il documento informatico sottoscritto con firma digitale o altra firma elettronica qualificata soddisfa il requisito della forma scritta e ha l'efficacia probatoria di cui all'art. 2702 c.c., salve le ulteriori condizioni previste per le altre tipologie di firma elettronica. (Diritto amministrativo — CAD (D.Lgs 82/2005 art. 20))
25. Quale delle seguenti affermazioni sulle tipologie di firma elettronica disciplinate dal CAD è FALSA?
La firma elettronica semplice, come una password o una scansione, non offre di per sé alcuna garanzia certa di identificazione dell'autore, a differenza della firma elettronica avanzata, qualificata e digitale, che offrono livelli crescenti di sicurezza e affidabilità. (Diritto amministrativo — CAD (D.Lgs 82/2005 art. 1))
26. Un Comune deve sottoscrivere digitalmente un provvedimento amministrativo definitivo destinato a produrre effetti giuridici verso terzi, con la necessità di garantire la massima efficacia probatoria equiparabile alla sottoscrizione autografa. Quale tipologia di firma è coerente con tale esigenza?
Per un provvedimento amministrativo definitivo che deve produrre piena efficacia probatoria equiparabile alla scrittura privata sottoscritta, è necessaria la firma digitale, quale firma elettronica qualificata dotata delle garanzie di identificazione, integrità e immodificabilità richieste dall'art. 20 CAD. (Diritto amministrativo — CAD (D.Lgs 82/2005 art. 20))
27. Cos'è la procedura aperta ai sensi del D.Lgs 36/2023?
La procedura aperta consente a qualsiasi operatore economico interessato di presentare un'offerta, a seguito di pubblicazione di un bando di gara. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 71))
28. Nella procedura ristretta disciplinata dal Codice dei contratti pubblici, quale caratteristica la distingue dalla procedura aperta?
Nella procedura ristretta la partecipazione è riservata agli operatori economici che, dopo aver manifestato interesse, sono stati invitati dalla stazione appaltante a seguito di una selezione preliminare. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 72))
29. In quale delle seguenti ipotesi il D.Lgs 36/2023 consente il ricorso alla procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando?
L'art. 76 individua tassativamente i presupposti per la procedura negoziata senza bando, tra cui l'assenza di offerte valide in una precedente procedura aperta o ristretta. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 76))
30. Un Comune deve affidare un servizio di importo contenuto, rientrante nel sotto-soglia previsto dal Codice. Il RUP intende procedere con affidamento diretto. Quale principio deve comunque rispettare, secondo il D.Lgs 36/2023?
Anche nell'affidamento diretto la stazione appaltante deve rispettare i principi generali del Codice, tra cui rotazione, trasparenza e motivazione della scelta. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 50))
31. In cosa consiste il principio di rotazione degli affidamenti previsto dal Codice dei contratti pubblici?
Il principio di rotazione mira a evitare consolidamenti di rapporti privilegiati tra stazione appaltante e singolo operatore, salvo motivate eccezioni. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 49))
32. Una stazione appaltante, dopo aver espletato una procedura negoziata, intende invitare nuovamente l'operatore economico che ha eseguito il precedente contratto analogo. Alla luce del principio di rotazione, cosa è richiesto?
La deroga al principio di rotazione è ammessa ma richiede un'adeguata motivazione da parte della stazione appaltante. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 49))
33. Quale delle seguenti affermazioni descrive correttamente la differenza tra procedura negoziata con previa pubblicazione di un bando e procedura negoziata senza bando, secondo il D.Lgs 36/2023?
La procedura negoziata con bando prevede comunque una pubblicità preliminare, mentre quella senza bando si giustifica solo in presenza di specifici presupposti tassativamente individuati dalla legge. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 artt. 73, 76))
34. Una stazione appaltante deve affidare un appalto di lavori di importo rilevante, superiore alla soglia di rilevanza europea, e intende garantire la massima partecipazione del mercato. Quale procedura risulta generalmente più coerente con il principio di accesso al mercato di cui all'art. 3 del D.Lgs 36/2023?
Il principio di accesso al mercato favorisce, specie per gli appalti di rilevanza maggiore, procedure aperte alla più ampia partecipazione degli operatori economici; il cottimo fiduciario, peraltro, non è più un istituto del Codice vigente. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 3))
35. Cos'è il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO)?
Il PIAO è un documento di programmazione unico che, tra le altre sezioni, integra il piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza, superando la previgente pianificazione separata. (Diritto amministrativo — trasparenza (D.L. 80/2021 art. 6, conv. L. 113/2021))