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⚖️ Diritto amministrativo II: contratti pubblici (D.Lgs 36/2023), trasparenza, anticorruzione, privacy, CAD

Contratti pubblici

Dal 2023 la materia è disciplinata dal Codice dei contratti pubblici (D.Lgs 36/2023), che ha sostituito integralmente il previgente D.Lgs 50/2016, integrato dal correttivo D.Lgs 209/2024. Il nuovo Codice si apre con principi generali di rango sistematico: il principio del risultato (l'affidamento e l'esecuzione del contratto devono conseguire il miglior risultato possibile nel minor tempo), il principio della fiducia reciproca tra amministrazioni e operatori economici, e il principio di accesso al mercato, che favorisce la massima partecipazione nel rispetto della concorrenza. Le stazioni appaltanti scelgono il contraente tramite procedura aperta, ristretta, negoziata o, nei casi previsti, affidamento diretto, distinguendo tra affidamenti sotto-soglia e sopra-soglia (senza ancorarsi a cifre, soggette a revisione periodica UE). Il RUP (Responsabile Unico del Progetto) coordina le fasi di programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione, mentre l'aggiudicazione avviene con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV) o del minor prezzo.

Trasparenza e anticorruzione

La L. 190/2012 istituisce il sistema di prevenzione della corruzione imperniato sul PNA (Piano Nazionale Anticorruzione) e sul PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione), che ha assorbito i precedenti piani triennali. Ogni amministrazione nomina un RPCT (Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza). Gli obblighi di pubblicazione sono disciplinati dal D.Lgs 33/2013, che regola anche l'accesso civico semplice e l'accesso civico generalizzato (FOIA), distinti dall'accesso documentale ex L. 241/1990. Il whistleblowing è oggi regolato organicamente dal D.Lgs 24/2023, che tutela il dipendente che segnala illeciti. Il D.Lgs 39/2013 disciplina inconferibilità e incompatibilità degli incarichi dirigenziali.

Protezione dei dati personali

Il trattamento dei dati nella P.A. è governato dal GDPR (Regolamento UE 2016/679), integrato dal Codice privacy D.Lgs 196/2003 come modificato dal D.Lgs 101/2018. Cardini della disciplina sono i principi del trattamento (liceità, minimizzazione, esattezza, limitazione della conservazione), le basi giuridiche, i diritti dell'interessato (accesso, rettifica, cancellazione, portabilità, opposizione), la distinzione tra titolare e responsabile del trattamento, la figura del DPO e i poteri del Garante per la protezione dei dati personali.

Amministrazione digitale

Il CAD (D.Lgs 82/2005) disciplina documento informatico, firme elettroniche, SPID e CIE come strumenti di identità digitale, PEC e domicilio digitale, conservazione digitale e interoperabilità dei sistemi pubblici. Infine, la responsabilità della P.A. e dei dipendenti si articola in responsabilità civile, disciplinare e amministrativo-contabile (danno erariale) dinanzi alla Corte dei conti.

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Preguntas de muestra (35)

1. Il principio del risultato, introdotto come principio cardine del nuovo Codice dei contratti pubblici, individua il risultato perseguito dalla stazione appaltante in cosa?

  1. Nell'affidamento del contratto e nella sua esecuzione con la massima tempestività e il miglior rapporto possibile tra qualità e prezzo, nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e concorrenza
  2. Nella sola aggiudicazione al minor prezzo, indipendentemente dai tempi di esecuzione
  3. Nella scelta della procedura più garantista per l'operatore economico, anche a scapito della tempestività
  4. Nella riduzione del numero di operatori economici ammessi alla gara per accelerare i tempi

L'art. 1 D.Lgs 36/2023 definisce il principio del risultato come l'interesse pubblico primario del Codice, consistente nell'affidamento e nell'esecuzione del contratto con la massima tempestività e il miglior rapporto qualità/prezzo. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 1))

2. Il principio della fiducia, disciplinato dall'art. 2 del Codice dei contratti pubblici, favorisce quale comportamento dei funzionari pubblici?

  1. L'esercizio del potere discrezionale e la responsabilità amministrativa limitata ai casi di dolo o colpa grave, per favorire l'iniziativa e l'autonomia decisionale
  2. L'obbligo di richiedere sempre il parere preventivo dell'ANAC prima di ogni affidamento
  3. L'automatica sostituzione del RUP in ogni fase della procedura
  4. Il divieto assoluto di ricorso a procedure negoziate anche nei casi previsti dalla legge

L'art. 2 D.Lgs 36/2023 sancisce che la fiducia reciproca nell'azione legittima, trasparente e corretta di amministrazione, operatori e funzionari favorisce l'autonomia decisionale, limitando la responsabilità amministrativa ai casi di dolo o colpa grave. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 2))

3. In base al principio di accesso al mercato di cui all'art. 3 del Codice dei contratti pubblici, le stazioni appaltanti favoriscono cosa?

  1. L'accesso al mercato degli operatori economici, nel rispetto dei principi di concorrenza, imparzialità, non discriminazione, pubblicità, trasparenza e proporzionalità
  2. L'esclusione sistematica delle micro e piccole imprese dalle procedure di affidamento
  3. La riserva delle gare esclusivamente agli operatori economici già affidatari in precedenti contratti
  4. La deroga permanente ai principi di concorrenza per ridurre i tempi delle procedure

L'art. 3 D.Lgs 36/2023 stabilisce che le stazioni appaltanti e gli enti concedenti favoriscono, nel rispetto dei principi di concorrenza, imparzialità, non discriminazione, pubblicità, trasparenza e proporzionalità, l'accesso al mercato degli operatori economici. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 3))

4. Un Comune deve affidare un servizio di modesto valore mediante affidamento diretto e, tra gli operatori interpellati informalmente, individua come più conveniente proprio l'impresa uscente, affidataria dello stesso servizio nel biennio precedente. Coerentemente con il principio di rotazione degli affidamenti, come deve comportarsi la stazione appaltante?

  1. Deve motivare adeguatamente la scelta di riaffidare all'operatore uscente, dando conto degli elementi di convenienza che giustificano la deroga alla rotazione
  2. Deve escludere automaticamente e senza motivazione l'operatore uscente da qualunque futuro affidamento
  3. Può procedere senza alcun onere motivazionale, poiché il principio di rotazione riguarda solo le procedure sopra soglia
  4. Deve necessariamente indire una procedura aperta, essendo l'affidamento diretto sempre precluso in presenza di un affidatario uscente

Il principio di rotazione, pur non essendo assoluto, richiede una motivazione rafforzata quando la stazione appaltante intende riaffidare il contratto all'operatore uscente, per evitare il consolidamento di rendite di posizione. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 49))

5. Quale affermazione descrive correttamente il ruolo del RUP (Responsabile Unico del Progetto) nel Codice dei contratti pubblici?

  1. È la figura che cura, per ogni singola procedura di affidamento, la programmazione, la progettazione, l'affidamento e l'esecuzione del contratto, esercitando i compiti specificamente previsti dal Codice
  2. È un organo collegiale esterno alla stazione appaltante con funzioni di controllo contabile
  3. È l'operatore economico incaricato di sovrintendere all'esecuzione dei lavori per conto dell'appaltatore
  4. È la figura che sostituisce integralmente la commissione giudicatrice in ogni procedura di gara

Il RUP segue l'intero ciclo di vita dell'appalto, dalla programmazione all'esecuzione, secondo le competenze attribuite dal Codice e dal relativo allegato. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 15))

6. Un'amministrazione aggiudicatrice intende avviare, nel corso dell'esercizio, l'affidamento di un intervento infrastrutturale non previsto in alcun documento programmatorio precedentemente adottato. Alla luce della disciplina sulla programmazione dei contratti pubblici, come deve procedere correttamente?

  1. Deve inserire l'intervento negli strumenti di programmazione, come il programma triennale dei lavori pubblici, secondo le modalità e gli aggiornamenti previsti dal Codice, prima di procedere all'affidamento
  2. Può procedere direttamente all'affidamento, poiché la programmazione è un adempimento meramente facoltativo
  3. Deve attendere il successivo triennio, senza possibilità di aggiornare gli strumenti programmatori in corso d'anno
  4. Deve richiedere una deroga preventiva all'ANAC per ogni intervento non programmato

La programmazione dei contratti pubblici richiede che gli interventi siano inseriti negli appositi strumenti programmatori, salva la possibilità di aggiornamento nei casi e con le modalità previste dal Codice. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 37))

7. Una stazione appaltante deve affidare un servizio di importo esiguo, rientrante nelle soglie che consentirebbero l'affidamento diretto. Il RUP intende comunque motivare la scelta di consultare tre operatori economici anziché procedere con affidamento diretto puro. Tale scelta è coerente con quali principi del Codice?

  1. È coerente con i principi di concorrenza e rotazione, poiché il Codice consente alla stazione appaltante di adottare, entro le soglie previste, modalità di confronto competitivo anche ove non strettamente obbligatorie, purché proporzionate
  2. È illegittima, poiché al di sotto delle soglie per l'affidamento diretto è sempre vietato consultare più di un operatore economico
  3. È illegittima, poiché comporta l'obbligo di ricorrere necessariamente a una procedura aperta sopra soglia
  4. È irrilevante ai fini dei principi del Codice, in quanto le procedure sotto soglia sono sottratte a qualunque principio di concorrenza

Il Codice ammette, nell'ambito dei contratti sotto soglia, l'adozione di modalità di confronto concorrenziale anche quando non strettamente imposte, in coerenza con i principi di risultato, concorrenza e rotazione, purché la scelta sia proporzionata e motivata. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 50))

8. Con l'entrata in vigore del Codice dei contratti pubblici D.Lgs 36/2023, quale affermazione è corretta in merito al previgente D.Lgs 50/2016?

  1. Il D.Lgs 50/2016 è stato abrogato e sostituito dal D.Lgs 36/2023, che ha riformulato l'intera disciplina dei contratti pubblici anche alla luce dei principi di risultato, fiducia e accesso al mercato
  2. Il D.Lgs 50/2016 continua ad applicarsi in via esclusiva a tutte le procedure avviate dopo il 2023
  3. Il D.Lgs 50/2016 è stato mantenuto in vigore parallelamente al D.Lgs 36/2023 per le sole procedure sopra soglia
  4. Il D.Lgs 50/2016 è stato integralmente confermato dal correttivo D.Lgs 209/2024

Il D.Lgs 36/2023 ha abrogato integralmente il D.Lgs 50/2016, introducendo un nuovo impianto codicistico fondato sui principi di risultato, fiducia e accesso al mercato, successivamente integrato dal correttivo D.Lgs 209/2024. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 226))

9. L'accesso civico 'semplice', disciplinato dall'art. 5, comma 1, del D.Lgs 33/2013, attribuisce a chiunque il diritto di fare cosa?

  1. Richiedere documenti, informazioni o dati per i quali sia stata omessa la pubblicazione obbligatoria, senza necessità di motivazione
  2. Accedere a qualunque documento amministrativo detenuto dalla PA, anche non soggetto a obbligo di pubblicazione
  3. Ottenere la cancellazione dei propri dati personali trattati dalla pubblica amministrazione
  4. Impugnare dinanzi al giudice amministrativo ogni provvedimento non pubblicato sul sito istituzionale

L'accesso civico semplice consente a chiunque di richiedere documenti, informazioni o dati oggetto di obbligo di pubblicazione, nei casi in cui tale pubblicazione sia stata omessa, senza necessità di motivare la richiesta. (Diritto amministrativo — trasparenza (D.Lgs 33/2013 art. 5))

10. L'accesso civico generalizzato (cd. FOIA), introdotto dall'art. 5, comma 2, del D.Lgs 33/2013, consente a chiunque di fare cosa?

  1. Accedere a dati e documenti ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione obbligatoria, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sull'operato della PA, salvi i limiti posti a tutela di interessi pubblici e privati
  2. Ottenere unicamente i dati già pubblicati obbligatoriamente sul sito istituzionale, senza possibilità di richiederne altri
  3. Richiedere l'accesso solo se portatore di un interesse diretto, concreto e attuale collegato a un provvedimento amministrativo
  4. Accedere senza alcun limite a qualsiasi documento, anche quando la conoscenza pregiudichi la sicurezza nazionale

L'accesso civico generalizzato consente a chiunque, indipendentemente da un interesse qualificato, di accedere a dati e documenti ulteriori rispetto a quelli soggetti a pubblicazione obbligatoria, salvi i limiti previsti dall'art. 5-bis a tutela di interessi pubblici e privati. (Diritto amministrativo — trasparenza (D.Lgs 33/2013 art. 5))

11. Nel vigente assetto normativo, in quale strumento programmatorio confluiscono, tra l'altro, le misure di prevenzione della corruzione e della trasparenza precedentemente contenute nel Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (PTPCT)?

  1. Nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO)
  2. Nel Documento Unico di Programmazione (DUP)
  3. Nel Piano Esecutivo di Gestione (PEG)
  4. Nel Piano della Performance, quale strumento autonomo e distinto da ogni altro documento

Il PIAO ha assorbito, tra gli altri, il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, unificando in un unico strumento programmatorio le misure organizzative, anticorruzione e di trasparenza delle pubbliche amministrazioni. (Diritto amministrativo — trasparenza (D.L. 80/2021 art. 6))

12. Quale delle seguenti affermazioni descrive correttamente la differenza tra l'accesso documentale ex L. 241/1990 e l'accesso civico generalizzato ex D.Lgs 33/2013?

  1. L'accesso documentale richiede un interesse diretto, concreto e attuale collegato a un documento specifico, mentre l'accesso civico generalizzato prescinde da qualunque interesse qualificato e mira al controllo diffuso sull'operato della PA
  2. L'accesso documentale è aperto a chiunque senza motivazione, mentre l'accesso civico generalizzato richiede sempre un interesse qualificato
  3. I due istituti coincidono integralmente e sono stati unificati in un unico procedimento dal D.Lgs 33/2013
  4. L'accesso documentale riguarda solo i dati personali, mentre l'accesso civico generalizzato riguarda solo i dati societari

L'accesso documentale presuppone la titolarità di un interesse diretto, concreto e attuale in capo al richiedente, mentre l'accesso civico generalizzato è riconosciuto a chiunque, a prescindere da un interesse qualificato, per favorire forme diffuse di controllo democratico. (Diritto amministrativo — trasparenza (L. 241/1990 art. 22))

13. Un cittadino, privo di qualunque interesse specifico collegato a un procedimento amministrativo, intende conoscere il contenuto di un contratto di appalto stipulato da un Comune, dato non oggetto di pubblicazione obbligatoria. Quale istituto può correttamente attivare?

  1. L'accesso civico generalizzato, presentando istanza senza necessità di motivare la richiesta, salvi i limiti previsti a tutela di interessi pubblici o privati
  2. L'accesso documentale ex L. 241/1990, dovendo necessariamente dimostrare un interesse diretto, concreto e attuale
  3. L'accesso civico semplice, riservato ai soli dati oggetto di obbligo di pubblicazione omesso
  4. Nessun istituto, poiché in assenza di un interesse qualificato l'accesso ai contratti pubblici è sempre precluso

Non avendo un interesse qualificato né trattandosi di dato omesso rispetto a un obbligo di pubblicazione, lo strumento corretto è l'accesso civico generalizzato, che prescinde da qualunque legittimazione soggettiva particolare, salvi i limiti dell'art. 5-bis. (Diritto amministrativo — trasparenza (D.Lgs 33/2013 art. 5))

14. Quale delle seguenti circostanze NON costituisce, di per sé, un limite legittimo idoneo a giustificare il rifiuto dell'accesso civico generalizzato ai sensi dell'art. 5-bis del D.Lgs 33/2013?

  1. Il mero disagio organizzativo della pubblica amministrazione nel reperire i documenti richiesti
  2. Il pregiudizio concreto alla tutela della sicurezza pubblica e dell'ordine pubblico
  3. Il pregiudizio concreto alla protezione dei dati personali di terzi, nel rispetto della disciplina in materia di privacy
  4. Il pregiudizio concreto agli interessi economici e commerciali di una persona fisica o giuridica

L'art. 5-bis individua limiti tassativi collegati a un pregiudizio concreto a interessi pubblici o privati specificamente individuati; il mero disagio organizzativo dell'amministrazione non rientra tra le eccezioni legittime al diritto di accesso. (Diritto amministrativo — trasparenza (D.Lgs 33/2013 art. 5-bis))

15. In caso di ripetute violazioni delle misure di prevenzione della corruzione previste dal PIAO, riconducibili a colpa del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) nell'esercizio dei propri compiti di vigilanza, quale conseguenza è prevista dall'ordinamento?

  1. Una responsabilità del RPCT, salva prova della sussistenza di ogni misura organizzativa idonea, con possibili conseguenze anche sul piano disciplinare e dirigenziale
  2. L'automatica decadenza dell'intero organo di governo dell'ente, indipendentemente da qualunque accertamento
  3. L'esenzione totale da responsabilità del RPCT, in quanto figura priva di qualunque obbligo di vigilanza
  4. Il trasferimento automatico della responsabilità in capo all'ANAC, che risponde in via esclusiva e sostitutiva

La normativa anticorruzione pone in capo al RPCT una responsabilità collegata alla mancata predisposizione o al mancato controllo sull'attuazione delle misure di prevenzione, salva la prova di aver adottato tutte le misure organizzative idonee e di aver vigilato sul rispetto del piano. (Diritto amministrativo — trasparenza (L. 190/2012 art. 1))

16. Un dirigente, responsabile di un settore comunale, omette sistematicamente di attuare le misure di prevenzione della corruzione previste dal PIAO per il proprio ufficio, causando un danno patrimoniale all'ente riconducibile a tale omissione. Quale forma di responsabilità può, in astratto, configurarsi in capo al dirigente, oltre a quella disciplinare?

  1. Responsabilità dirigenziale per omessa attuazione delle misure di prevenzione e, ove ne ricorrano i presupposti, responsabilità erariale per il danno cagionato all'ente
  2. Nessuna responsabilità ulteriore, essendo l'attuazione delle misure anticorruzione di competenza esclusiva del RPCT
  3. Responsabilità penale automatica per il reato di corruzione, a prescindere dall'accertamento del dolo
  4. Responsabilità esclusivamente politica, riferibile all'organo di indirizzo e non al dirigente

L'omessa attuazione delle misure di prevenzione della corruzione da parte del dirigente responsabile può integrare, accanto alla responsabilità disciplinare, una responsabilità dirigenziale e, in presenza di un danno patrimoniale accertato dalla Corte dei conti, una responsabilità erariale. (Diritto amministrativo — trasparenza (L. 190/2012 art. 1))

17. Ai sensi dell'art. 5 del Regolamento UE 2016/679 (GDPR), i dati personali devono essere trattati in modo lecito, corretto e trasparente nei confronti di chi?

  1. Dell'interessato
  2. Esclusivamente dell'autorità di controllo nazionale
  3. Esclusivamente del titolare del trattamento
  4. Esclusivamente del responsabile del trattamento designato

L'art. 5, par. 1, lett. a), GDPR sancisce il principio di liceità, correttezza e trasparenza del trattamento nei confronti dell'interessato, ossia della persona fisica cui i dati si riferiscono. (Diritto amministrativo — privacy (Reg. UE 2016/679 art. 5))

18. Il principio di minimizzazione dei dati, previsto dall'art. 5 GDPR, impone che i dati personali trattati siano di quale natura?

  1. Adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario rispetto alle finalità per le quali sono trattati
  2. Raccolti nella maggiore quantità possibile, per garantire completezza dell'archivio
  3. Conservati indefinitamente, a prescindere dalle finalità del trattamento
  4. Comunicati sistematicamente a tutti i soggetti pubblici che ne facciano richiesta

Il principio di minimizzazione richiede che i dati trattati siano adeguati, pertinenti e limitati a quanto strettamente necessario rispetto alle finalità del trattamento. (Diritto amministrativo — privacy (Reg. UE 2016/679 art. 5))

19. Tra le basi giuridiche del trattamento previste dall'art. 6 GDPR, il consenso dell'interessato deve presentare quali caratteristiche?

  1. Deve essere libero, specifico, informato e inequivocabile
  2. Può essere sempre presunto in assenza di opposizione espressa dell'interessato
  3. È valido anche se estorto mediante condizionamento del servizio, purché formalmente documentato
  4. Non richiede alcuna informativa preventiva, essendo sufficiente la mera raccolta dei dati

L'art. 6, par. 1, lett. a), GDPR richiede, quale base giuridica del trattamento, un consenso libero, specifico, informato e inequivocabile dell'interessato, come definito dall'art. 4, punto 11, GDPR. (Diritto amministrativo — privacy (Reg. UE 2016/679 art. 6))

20. Il principio di limitazione della conservazione, sancito dall'art. 5 GDPR, richiede che i dati personali siano conservati in una forma che consenta l'identificazione degli interessati per quanto tempo?

  1. Per un arco di tempo non superiore al conseguimento delle finalità per le quali sono trattati, salve le deroghe previste dalla normativa
  2. Per un periodo minimo di dieci anni, indipendentemente dalla finalità del trattamento
  3. Senza alcun limite temporale, qualora il titolare abbia adottato misure di sicurezza adeguate
  4. Solo fino al momento della raccolta, dovendo essere cancellati immediatamente dopo

Il principio di limitazione della conservazione impone che i dati siano mantenuti in forma identificativa solo per il tempo necessario al conseguimento delle finalità del trattamento, salve le deroghe previste per finalità di archiviazione, ricerca storica o statistica. (Diritto amministrativo — privacy (Reg. UE 2016/679 art. 5))

21. Un Comune tratta i dati anagrafici dei cittadini residenti per la gestione dei servizi demografici obbligatori per legge. Su quale base giuridica, tra quelle previste dall'art. 6 GDPR, si fonda correttamente tale trattamento, senza necessità di richiedere il consenso degli interessati?

  1. Il trattamento è necessario per l'esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso all'esercizio di pubblici poteri di cui è investito il titolare del trattamento
  2. Il trattamento si fonda esclusivamente sul consenso espresso di ciascun cittadino residente
  3. Il trattamento si fonda sull'interesse legittimo prevalente del Comune, in quanto soggetto privato equiparato
  4. Il trattamento richiede obbligatoriamente la stipula di un contratto individuale con ciascun interessato

Quando una pubblica amministrazione tratta dati per l'esecuzione di compiti istituzionali previsti dalla legge, la base giuridica applicabile è quella dell'art. 6, par. 1, lett. e), GDPR, ossia l'esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso all'esercizio di pubblici poteri, senza necessità del consenso. (Diritto amministrativo — privacy (Reg. UE 2016/679 art. 6))

22. Ai sensi dell'art. 82 GDPR, chiunque subisca un danno materiale o immateriale a causa di una violazione del Regolamento ha diritto al risarcimento nei confronti di chi?

  1. Del titolare o del responsabile del trattamento coinvolti in tale violazione, secondo il regime di responsabilità previsto dalla norma
  2. Esclusivamente dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali, quale unico soggetto responsabile
  3. Esclusivamente del Responsabile della Protezione dei Dati (DPO), quale figura personalmente e sempre responsabile
  4. Di nessun soggetto, essendo il risarcimento del danno da trattamento illecito escluso dal GDPR

L'art. 82 GDPR riconosce il diritto al risarcimento del danno, materiale o immateriale, cagionato da una violazione del Regolamento, nei confronti del titolare o del responsabile del trattamento coinvolti, ferme le cause di esonero ivi previste. (Diritto amministrativo — privacy (Reg. UE 2016/679 art. 82))

23. Un ente pubblico economico intende trattare dati personali di propri utenti per finalità di marketing diretto relative a servizi ulteriori rispetto a quelli istituzionali obbligatori, non riconducibili all'esercizio di pubblici poteri. Quale base giuridica risulta, in linea di principio, più appropriata per tale trattamento ulteriore?

  1. Il consenso specifico e informato dell'interessato, non essendo tale trattamento riconducibile all'esecuzione di un compito di interesse pubblico obbligatorio
  2. L'esecuzione di un compito di interesse pubblico, automaticamente estensibile a qualunque finalità ulteriore perseguita dall'ente
  3. L'adempimento di un obbligo legale, in quanto ogni trattamento svolto da un ente pubblico è per definizione obbligatorio
  4. La necessità di salvaguardare un interesse vitale dell'interessato o di un terzo

Quando il trattamento esula dai compiti istituzionali obbligatori e riguarda finalità ulteriori come il marketing diretto, la base giuridica dell'esecuzione di compiti di interesse pubblico non è invocabile, ed è quindi necessario acquisire un consenso libero, specifico e informato. (Diritto amministrativo — privacy (Reg. UE 2016/679 art. 6))

24. Ai sensi dell'art. 20 del Codice dell'Amministrazione Digitale (D.Lgs 82/2005), il documento informatico soddisfa il requisito della forma scritta e ha l'efficacia prevista dall'art. 2702 del codice civile quando vi è apposta quale tipologia di firma?

  1. Una firma digitale o altra firma elettronica qualificata, ovvero è formato con modalità che ne garantiscano identificabilità dell'autore, integrità e immodificabilità
  2. Una semplice firma elettronica priva di qualunque garanzia di identificazione dell'autore
  3. Una firma autografa scansionata, senza necessità di alcun sistema di validazione elettronica
  4. Nessuna firma è richiesta, essendo sufficiente l'invio tramite posta elettronica ordinaria

L'art. 20 CAD stabilisce che il documento informatico sottoscritto con firma digitale o altra firma elettronica qualificata soddisfa il requisito della forma scritta e ha l'efficacia probatoria di cui all'art. 2702 c.c., salve le ulteriori condizioni previste per le altre tipologie di firma elettronica. (Diritto amministrativo — CAD (D.Lgs 82/2005 art. 20))

25. Quale delle seguenti affermazioni sulle tipologie di firma elettronica disciplinate dal CAD è FALSA?

  1. La firma elettronica semplice garantisce sempre, in ogni caso, la piena identificazione certa dell'autore del documento
  2. La firma digitale è una particolare tipologia di firma elettronica qualificata basata su un sistema di chiavi crittografiche asimmetriche
  3. La firma elettronica qualificata è creata mediante un dispositivo per la creazione di una firma elettronica qualificata e si basa su un certificato qualificato
  4. La firma elettronica avanzata è connessa in maniera univoca al firmatario ed è idonea a identificarlo, garantendo un collegamento univoco al documento sottoscritto

La firma elettronica semplice, come una password o una scansione, non offre di per sé alcuna garanzia certa di identificazione dell'autore, a differenza della firma elettronica avanzata, qualificata e digitale, che offrono livelli crescenti di sicurezza e affidabilità. (Diritto amministrativo — CAD (D.Lgs 82/2005 art. 1))

26. Un Comune deve sottoscrivere digitalmente un provvedimento amministrativo definitivo destinato a produrre effetti giuridici verso terzi, con la necessità di garantire la massima efficacia probatoria equiparabile alla sottoscrizione autografa. Quale tipologia di firma è coerente con tale esigenza?

  1. La firma digitale, quale firma elettronica qualificata basata su certificato qualificato e dispositivo sicuro, idonea a garantire l'efficacia di cui all'art. 2702 c.c.
  2. Una firma elettronica semplice, essendo sufficiente per qualunque provvedimento amministrativo definitivo
  3. Una firma autografa scansionata in formato immagine, priva di certificato elettronico
  4. Nessuna firma è necessaria per i provvedimenti amministrativi definitivi trasmessi in formato elettronico

Per un provvedimento amministrativo definitivo che deve produrre piena efficacia probatoria equiparabile alla scrittura privata sottoscritta, è necessaria la firma digitale, quale firma elettronica qualificata dotata delle garanzie di identificazione, integrità e immodificabilità richieste dall'art. 20 CAD. (Diritto amministrativo — CAD (D.Lgs 82/2005 art. 20))

27. Cos'è la procedura aperta ai sensi del D.Lgs 36/2023?

  1. Procedura in cui ogni operatore economico interessato può presentare un'offerta in risposta a un bando di gara
  2. Procedura in cui solo gli operatori previamente selezionati dalla stazione appaltante possono presentare offerta
  3. Procedura in cui la stazione appaltante affida il contratto senza consultare alcun operatore
  4. Procedura riservata esclusivamente a operatori economici già iscritti in un albo fornitori

La procedura aperta consente a qualsiasi operatore economico interessato di presentare un'offerta, a seguito di pubblicazione di un bando di gara. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 71))

28. Nella procedura ristretta disciplinata dal Codice dei contratti pubblici, quale caratteristica la distingue dalla procedura aperta?

  1. Solo gli operatori economici invitati dalla stazione appaltante, a seguito di una fase di prequalifica, possono presentare offerta
  2. Chiunque può presentare offerta senza necessità di invito
  3. È ammessa unicamente per contratti di importo esiguo
  4. Non prevede la pubblicazione di alcun bando o avviso

Nella procedura ristretta la partecipazione è riservata agli operatori economici che, dopo aver manifestato interesse, sono stati invitati dalla stazione appaltante a seguito di una selezione preliminare. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 72))

29. In quale delle seguenti ipotesi il D.Lgs 36/2023 consente il ricorso alla procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando?

  1. Quando, in esito a una procedura aperta o ristretta, non sia stata presentata alcuna offerta o candidatura, ovvero le offerte presentate siano irregolari
  2. In ogni caso, a discrezione insindacabile della stazione appaltante
  3. Solo per contratti di importo particolarmente elevato
  4. Quando l'operatore economico uscente lo richieda espressamente

L'art. 76 individua tassativamente i presupposti per la procedura negoziata senza bando, tra cui l'assenza di offerte valide in una precedente procedura aperta o ristretta. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 76))

30. Un Comune deve affidare un servizio di importo contenuto, rientrante nel sotto-soglia previsto dal Codice. Il RUP intende procedere con affidamento diretto. Quale principio deve comunque rispettare, secondo il D.Lgs 36/2023?

  1. I principi di rotazione, trasparenza e adeguata motivazione nella scelta dell'operatore economico
  2. Nessun principio, poiché l'affidamento diretto è del tutto discrezionale e non motivato
  3. L'obbligo di pubblicare un bando di gara europeo
  4. L'obbligo di richiedere un numero di offerte non inferiore a dieci

Anche nell'affidamento diretto la stazione appaltante deve rispettare i principi generali del Codice, tra cui rotazione, trasparenza e motivazione della scelta. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 50))

31. In cosa consiste il principio di rotazione degli affidamenti previsto dal Codice dei contratti pubblici?

  1. Nell'esigenza di evitare, salvo motivata eccezione, che un affidamento diretto o una procedura negoziata siano nuovamente affidati al medesimo operatore uscente
  2. Nell'obbligo di cambiare ogni anno il responsabile del procedimento
  3. Nell'obbligo per ogni stazione appaltante di ruotare il proprio organico dirigenziale
  4. Nella facoltà di affidare sempre il contratto all'operatore con il fatturato più basso

Il principio di rotazione mira a evitare consolidamenti di rapporti privilegiati tra stazione appaltante e singolo operatore, salvo motivate eccezioni. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 49))

32. Una stazione appaltante, dopo aver espletato una procedura negoziata, intende invitare nuovamente l'operatore economico che ha eseguito il precedente contratto analogo. Alla luce del principio di rotazione, cosa è richiesto?

  1. Una motivazione puntuale che dia conto degli elementi che giustificano la deroga alla rotazione
  2. Nulla, poiché la rotazione si applica solo alle procedure aperte
  3. L'autorizzazione preventiva dell'ANAC per ogni singolo caso
  4. L'esclusione automatica dell'operatore uscente, senza possibilità di deroga

La deroga al principio di rotazione è ammessa ma richiede un'adeguata motivazione da parte della stazione appaltante. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 49))

33. Quale delle seguenti affermazioni descrive correttamente la differenza tra procedura negoziata con previa pubblicazione di un bando e procedura negoziata senza bando, secondo il D.Lgs 36/2023?

  1. La prima prevede un invito rivolto a operatori selezionati dopo pubblicazione di un avviso, la seconda si fonda su presupposti tassativi che consentono di prescindere da qualsiasi forma di pubblicità
  2. Sono espressioni sinonime che indicano la medesima procedura
  3. La procedura negoziata con bando è riservata ai soli lavori pubblici, quella senza bando ai soli servizi
  4. La procedura negoziata senza bando richiede sempre l'autorizzazione preventiva del Consiglio di Stato

La procedura negoziata con bando prevede comunque una pubblicità preliminare, mentre quella senza bando si giustifica solo in presenza di specifici presupposti tassativamente individuati dalla legge. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 artt. 73, 76))

34. Una stazione appaltante deve affidare un appalto di lavori di importo rilevante, superiore alla soglia di rilevanza europea, e intende garantire la massima partecipazione del mercato. Quale procedura risulta generalmente più coerente con il principio di accesso al mercato di cui all'art. 3 del D.Lgs 36/2023?

  1. La procedura aperta, che consente a qualunque operatore interessato di concorrere
  2. L'affidamento diretto, in quanto più celere
  3. La procedura negoziata senza bando, per ridurre i tempi di aggiudicazione
  4. Il cottimo fiduciario, oggi disciplinato dal Codice come procedura ordinaria

Il principio di accesso al mercato favorisce, specie per gli appalti di rilevanza maggiore, procedure aperte alla più ampia partecipazione degli operatori economici; il cottimo fiduciario, peraltro, non è più un istituto del Codice vigente. (Diritto amministrativo — contratti (D.Lgs 36/2023 art. 3))

35. Cos'è il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO)?

  1. Un documento programmatico unico che assorbe, tra gli altri, il piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza
  2. Un piano riservato esclusivamente alle società private che partecipano a gare pubbliche
  3. Un atto di natura penale adottato dalla Procura della Repubblica
  4. Un regolamento europeo direttamente applicabile alle pubbliche amministrazioni italiane

Il PIAO è un documento di programmazione unico che, tra le altre sezioni, integra il piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza, superando la previgente pianificazione separata. (Diritto amministrativo — trasparenza (D.L. 80/2021 art. 6, conv. L. 113/2021))

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