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🇪🇺 Diritto dell'Unione Europea

Dalle Comunità all'Unione: i trattati

Il percorso di integrazione europea nasce con il Trattato di Parigi (1951, CECA) e prosegue con i Trattati di Roma (1957, CEE ed Euratom). L'Atto Unico Europeo (1986) istituisce il mercato interno. Il Trattato di Maastricht (1992) crea l'Unione Europea, articolata in tre pilastri, e introduce la cittadinanza europea. Amsterdam (1997) e Nizza (2001) completano l'evoluzione istituzionale.Il Trattato di Lisbona (2007, in vigore dal 2009) abolisce la struttura a pilastri, attribuisce all'Unione personalità giuridica unica e rende vincolante la Carta dei diritti fondamentali. Oggi l'ordinamento poggia su due trattati di pari valore: il Trattato sull'Unione europea (TUE) e il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).

Le istituzioni

L'art. 13 TUE elenca sette istituzioni: il Parlamento europeo (eletto a suffragio universale diretto, co-legislatore e organo di controllo politico), il Consiglio europeo (Capi di Stato o di governo, dà impulso politico senza funzione legislativa), il Consiglio dell'Unione europea (rappresentanti ministeriali, co-legislatore con il Parlamento, presidenza semestrale a rotazione), la Commissione europea (un Commissario per Stato, potere di iniziativa legislativa, custode dei trattati), la Corte di giustizia dell'Unione europea (Corte di giustizia e Tribunale, garantisce l'uniforme interpretazione del diritto UE anche tramite il rinvio pregiudiziale), la Banca Centrale Europea (politica monetaria, stabilità dei prezzi) e la Corte dei conti europea (controllo finanziario sul bilancio). Va tenuto distinto il Consiglio d'Europa, estraneo all'Unione, autore della CEDU.

Le fonti del diritto

Il diritto primario comprende i trattati e la Carta dei diritti fondamentali; il diritto derivato (art. 288 TFUE) si articola in regolamenti (obbligatori e direttamente applicabili), direttive (vincolanti quanto al risultato, da recepire), decisioni (obbligatorie per i destinatari designati) e raccomandazioni/pareri (non vincolanti). La giurisprudenza della Corte di giustizia ha elaborato i principi di efficacia diretta (Van Gend en Loos) e di primato del diritto UE sul diritto interno confliggente (Costa/ENEL), nonché la responsabilità risarcitoria dello Stato per mancato recepimento (Francovich).

Principi e cittadinanza

L'azione dell'Unione è governata dai principi di attribuzione, sussidiarietà e proporzionalità (art. 5 TUE). La cittadinanza europea si aggiunge, senza sostituirla, alla cittadinanza nazionale e garantisce diritti quali la libera circolazione e soggiorno, il voto alle elezioni comunali ed europee nello Stato di residenza, la petizione al Parlamento e la tutela diplomatica. Le quattro libertà fondamentali del mercato interno – merci, persone, servizi e capitali – ne costituiscono il presupposto economico.

Rapporti con l'ordinamento interno

In Italia l'art. 11 Cost. fonda le limitazioni di sovranità connesse all'adesione all'Unione, mentre l'art. 117 Cost. subordina la potestà legislativa di Stato e Regioni al rispetto dei vincoli UE. La Corte costituzionale ha ammesso la disapplicazione diretta della norma interna contrastante (sentenza Granital), mantenendo fermi i controlimiti a tutela dei principi fondamentali e dei diritti inalienabili.

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Preguntas de muestra (35)

1. Quale trattato ha istituito la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA), primo nucleo dell'integrazione europea?

  1. Trattato di Roma 1957
  2. Trattato di Maastricht 1992
  3. Trattato di Parigi 1951
  4. Trattato di Lisbona 2007

La CECA fu istituita dal Trattato di Parigi del 1951, tra sei Stati fondatori, ed è considerata l'atto di nascita dell'integrazione europea. (Diritto UE — Storia e trattati (evoluzione dai Trattati istitutivi al TUE))

2. I Trattati di Roma del 1957 hanno istituito:

  1. la Comunità Economica Europea e la Comunità Europea dell'Energia Atomica (Euratom)
  2. la CECA e l'Unione Europea
  3. il mercato unico e l'euro
  4. il Consiglio d'Europa e la CEDU

Con i Trattati di Roma del 1957 furono istituite la CEE e l'Euratom, ampliando l'integrazione oltre il settore carbosiderurgico. (Diritto UE — Storia e trattati (evoluzione dai Trattati istitutivi al TUE))

3. Il Trattato di Maastricht (1992) ha rappresentato una tappa fondamentale perché:

  1. ha abolito la struttura a pilastri unificando l'Unione in un solo soggetto
  2. ha istituito l'Unione Europea con struttura a tre pilastri e la cittadinanza europea
  3. ha reso vincolante la Carta dei diritti fondamentali
  4. ha istituito la CECA

Il Trattato di Maastricht ha istituito l'Unione Europea, articolata in tre pilastri, e ha introdotto la cittadinanza europea. (Diritto UE — Storia e trattati (Trattato di Maastricht))

4. Con il Trattato di Lisbona (2007, in vigore dal 2009):

  1. è stata istituita per la prima volta la cittadinanza europea
  2. è stata istituita la CECA
  3. è stato creato il mercato interno con l'Atto Unico Europeo
  4. la struttura a pilastri è stata abolita e l'Unione ha acquisito personalità giuridica unica

Il Trattato di Lisbona ha superato la struttura a pilastri di Maastricht e ha attribuito all'Unione una personalità giuridica unitaria. (Diritto UE — Storia e trattati (Trattato di Lisbona))

5. Dopo il Trattato di Lisbona, i trattati fondativi dell'Unione, di pari valore giuridico, sono:

  1. il Trattato sull'Unione europea (TUE) e il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE)
  2. il Trattato di Roma e il Trattato di Maastricht
  3. il TUE e la Convenzione europea dei diritti dell'uomo
  4. il TFUE e l'Atto Unico Europeo

L'art. 1 TUE e l'art. 1 TFUE stabiliscono che i due trattati hanno lo stesso valore giuridico e costituiscono la base dell'Unione. (Diritto UE — Storia e trattati (art. 1 TUE e art. 1 TFUE))

6. Il Parlamento europeo è eletto:

  1. dai parlamenti nazionali degli Stati membri
  2. a suffragio universale diretto dai cittadini dell'Unione
  3. dai governi degli Stati membri riuniti in Consiglio europeo
  4. dal Consiglio dell'Unione europea

Il Parlamento europeo rappresenta i cittadini dell'Unione ed è eletto a suffragio universale diretto, libero e segreto. (Diritto UE — Istituzioni (TUE art. 14))

7. Il Consiglio europeo è composto da:

  1. un rappresentante ministeriale per ciascuno Stato membro
  2. i membri del Parlamento europeo eletti nei rispettivi Stati
  3. i Capi di Stato o di governo degli Stati membri, dal suo Presidente e dal Presidente della Commissione
  4. i giudici designati da ciascuno Stato membro

Il Consiglio europeo riunisce i vertici politici degli Stati membri insieme al proprio Presidente e al Presidente della Commissione. (Diritto UE — Istituzioni (TUE art. 15))

8. A differenza del Consiglio europeo, il Consiglio dell'Unione europea:

  1. esercita, insieme al Parlamento europeo, la funzione legislativa e di bilancio
  2. definisce gli orientamenti e le priorità politiche generali dell'Unione senza esercitare funzione legislativa
  3. è composto dai Capi di Stato o di governo
  4. non ha una presidenza a rotazione semestrale

Il Consiglio dell'UE, a differenza del Consiglio europeo che dà solo impulsi politici, esercita la funzione legislativa e di bilancio insieme al Parlamento europeo. (Diritto UE — Istituzioni (TUE art. 16))

9. Il Consiglio d'Europa, organizzazione internazionale distinta dalle istituzioni dell'Unione europea, è noto in particolare per aver istituito:

  1. il Trattato di Maastricht
  2. il mercato interno dell'Unione
  3. la Banca Centrale Europea
  4. la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU)

Il Consiglio d'Europa non è un'istituzione dell'UE: è l'organizzazione, con sede a Strasburgo, che ha adottato la CEDU. (Diritto UE — Istituzioni (distinzione Consiglio d'Europa/istituzioni UE))

10. La Commissione europea si caratterizza per:

  1. l'esercizio della funzione legislativa in via esclusiva senza il Parlamento europeo
  2. il potere di iniziativa legislativa e la funzione di "custode dei trattati"
  3. la composizione a rotazione semestrale della presidenza
  4. la funzione di controllo giurisdizionale sull'applicazione del diritto UE

La Commissione detiene il potere di iniziativa legislativa e vigila sull'applicazione dei trattati e del diritto derivato. (Diritto UE — Istituzioni (TUE art. 17))

11. La Corte di giustizia dell'Unione europea garantisce l'uniforme interpretazione del diritto UE anche attraverso:

  1. la mozione di censura
  2. il potere di iniziativa legislativa esclusivo
  3. il rinvio pregiudiziale, proposto dai giudici nazionali
  4. la procedura di bilancio annuale

Il rinvio pregiudiziale consente ai giudici nazionali di chiedere alla Corte di giustizia l'interpretazione del diritto UE rilevante nel giudizio. (Diritto UE — Istituzioni (TFUE art. 267))

12. La Banca Centrale Europea, il cui obiettivo principale è la stabilità dei prezzi, fa parte, insieme alle banche centrali nazionali di tutti gli Stati membri dell'Unione, di:

  1. il Sistema europeo di banche centrali (SEBC)
  2. l'Eurosistema, che comprende tutti gli Stati UE
  3. il Consiglio ECOFIN
  4. la Corte dei conti europea

Il SEBC comprende la BCE e le banche centrali nazionali di tutti gli Stati membri UE, mentre l'Eurosistema include solo quelle dell'area euro. (Diritto UE — Istituzioni (TFUE art. 282))

13. Il regolamento dell'Unione europea è un atto:

  1. che vincola lo Stato quanto al risultato, lasciando liberi forma e mezzi
  2. non vincolante, con funzione di orientamento
  3. obbligatorio solo per i destinatari da esso designati
  4. obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno Stato membro

Il regolamento ha portata generale ed è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri senza necessità di recepimento. (Diritto UE — Fonti del diritto UE (TFUE art. 288))

14. La direttiva europea:

  1. vincola lo Stato membro quanto al risultato da raggiungere, lasciando alle autorità nazionali la scelta di forma e mezzi
  2. è direttamente applicabile senza necessità di recepimento
  3. non ha mai carattere vincolante
  4. è obbligatoria solo se lo Stato la accetta espressamente

La direttiva vincola gli Stati membri quanto al risultato, richiedendo un atto nazionale di recepimento. (Diritto UE — Fonti del diritto UE (TFUE art. 288))

15. La decisione dell'Unione europea, quando designa specifici destinatari, è:

  1. obbligatoria erga omnes come il regolamento
  2. obbligatoria soltanto nei confronti dei destinatari designati
  3. priva di efficacia vincolante come la raccomandazione
  4. applicabile solo previo recepimento nazionale

La decisione è obbligatoria in tutti i suoi elementi; se indica dei destinatari, vincola solo questi ultimi. (Diritto UE — Fonti del diritto UE (TFUE art. 288))

16. Raccomandazioni e pareri, tra gli atti dell'Unione europea, si distinguono per:

  1. l'applicabilità diretta immediata
  2. la necessità di recepimento nazionale
  3. la mancanza di efficacia vincolante
  4. l'efficacia obbligatoria solo per gli Stati destinatari

Raccomandazioni e pareri costituiscono atti di soft law, privi di efficacia vincolante per i destinatari. (Diritto UE — Fonti del diritto UE (TFUE art. 288))

17. Il "diritto primario" dell'Unione europea è costituito da:

  1. i trattati istitutivi (TUE, TFUE) e la Carta dei diritti fondamentali
  2. i soli regolamenti e le direttive
  3. le sole decisioni della Corte di giustizia
  4. i regolamenti interni delle singole istituzioni

Il diritto primario è formato dai trattati fondativi e dalla Carta dei diritti fondamentali, cui si aggiungono i principi generali; il diritto derivato ne discende. (Diritto UE — Fonti del diritto UE (TUE art. 1, TUE art. 6))

18. In base alla giurisprudenza della Corte di giustizia, una direttiva non recepita, sufficientemente chiara, precisa e incondizionata, può avere:

  1. efficacia diretta orizzontale tra privati ma non verticale
  2. efficacia diretta sia verticale che orizzontale senza limiti
  3. nessuna efficacia, nemmeno nei confronti dello Stato
  4. efficacia diretta verticale, invocabile dal singolo nei confronti dello Stato, ma non efficacia diretta orizzontale tra privati

La giurisprudenza costante della Corte ammette l'efficacia diretta verticale delle direttive non recepite, ma esclude quella orizzontale tra privati. (Diritto UE — Fonti del diritto UE (giurisprudenza CGUE, efficacia diretta))

19. Il principio del primato del diritto dell'Unione europea, elaborato dalla Corte di giustizia, comporta che:

  1. la norma interna confliggente sia sempre automaticamente abrogata dal Parlamento nazionale
  2. la norma interna confliggente con il diritto UE direttamente applicabile debba essere disapplicata dal giudice nazionale
  3. il diritto UE prevalga solo sulle fonti secondarie e mai su quelle di rango costituzionale
  4. il primato operi soltanto per le direttive, non per i regolamenti

In presenza di contrasto, il giudice nazionale deve disapplicare la norma interna a favore della norma UE direttamente applicabile, ferma la teoria dei controlimiti. (Diritto UE — Fonti del diritto UE (giurisprudenza CGUE, primato))

20. Il principio di attribuzione, sancito dal TUE, stabilisce che:

  1. l'Unione può agire in qualunque materia, salvo espresso divieto degli Stati
  2. gli Stati membri hanno attribuito all'Unione la totalità delle proprie competenze
  3. l'Unione agisce esclusivamente nei limiti delle competenze che le sono attribuite dagli Stati membri nei trattati
  4. il principio riguarda solo la ripartizione dei seggi al Parlamento europeo

Per il principio di attribuzione l'Unione può agire solo entro le competenze conferite dai trattati; le competenze residue restano agli Stati. (Diritto UE — Principi UE (TUE art. 5))

21. In base al principio di sussidiarietà, nei settori di competenza non esclusiva l'Unione interviene:

  1. solo se gli obiettivi dell'azione non possono essere conseguiti sufficientemente dagli Stati membri e possono essere meglio raggiunti a livello di Unione
  2. sempre, indipendentemente dalla capacità di azione degli Stati membri
  3. mai, essendo tali materie riservate agli Stati
  4. solo su richiesta unanime di tutti gli Stati membri

Il principio di sussidiarietà condiziona l'intervento dell'Unione nelle competenze non esclusive alla maggiore efficacia dell'azione a livello europeo. (Diritto UE — Principi UE (TUE art. 5))

22. Il principio di proporzionalità, in diritto dell'Unione europea, richiede che:

  1. ogni atto dell'Unione sia adottato all'unanimità
  2. il contenuto e la forma dell'azione dell'Unione si limitino a quanto necessario per conseguire gli obiettivi dei trattati
  3. le competenze siano ripartite in parti uguali tra Stati membri
  4. il Parlamento europeo abbia sempre l'ultima parola sugli atti legislativi

Il principio di proporzionalità impone che l'azione dell'Unione non ecceda quanto necessario per raggiungere gli obiettivi dei trattati. (Diritto UE — Principi UE (TUE art. 5))

23. È cittadino dell'Unione europea:

  1. chi risiede stabilmente in uno Stato membro, a prescindere dalla cittadinanza nazionale
  2. chi lavora per un'istituzione dell'Unione
  3. chi ha compiuto la maggiore età in uno Stato membro dell'Unione
  4. chiunque abbia la cittadinanza di uno Stato membro, in aggiunta e non in sostituzione della cittadinanza nazionale

La cittadinanza europea si aggiunge alla cittadinanza nazionale, che ne costituisce il presupposto necessario, senza sostituirla. (Diritto UE — Principi UE (TFUE art. 20))

24. Tra i diritti connessi alla cittadinanza europea rientra:

  1. il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali nello Stato membro di residenza, anche se diverso da quello di cittadinanza
  2. il diritto di voto alle elezioni politiche nazionali dello Stato di residenza
  3. l'esenzione dagli obblighi fiscali nello Stato di residenza
  4. il diritto automatico di doppia cittadinanza

Il cittadino dell'Unione residente in un altro Stato membro ha diritto di voto ed eleggibilità alle elezioni comunali ed europee in quello Stato. (Diritto UE — Principi UE (TFUE art. 22))

25. La Corte costituzionale italiana, sin dalla sentenza Granital (1984), ha affermato che il giudice comune, in caso di contrasto tra norma interna e norma UE direttamente applicabile, deve:

  1. sollevare sempre questione di legittimità costituzionale davanti alla Corte costituzionale
  2. disapplicare la norma interna contrastante, senza necessità di sollevare questione di legittimità costituzionale
  3. applicare comunque la norma interna in quanto successiva
  4. rimettere la questione al Consiglio di Stato in unico grado

Con la sentenza Granital la Corte costituzionale ha riconosciuto al giudice comune il potere-dovere di disapplicare direttamente la norma interna incompatibile con il diritto UE. (Diritto UE — Rapporti UE-ordinamento interno (giurisprudenza Corte costituzionale, Cost. art. 11))

26. Il trattato che ha istituito il mercato interno e la cooperazione politica europea, precursore delle riforme di Maastricht, è:

  1. il Trattato di Nizza (2001)
  2. l'Atto Unico Europeo (1986)
  3. il Trattato di Amsterdam (1997)
  4. il Trattato di Parigi (1951)

L'Atto Unico Europeo del 1986 ha rilanciato l'integrazione istituendo il mercato interno e avviando la cooperazione politica europea. (Diritto UE — Storia e trattati (Atto Unico Europeo))

27. La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, proclamata a Nizza nel 2000, ha acquisito lo stesso valore giuridico dei trattati:

  1. con il Trattato di Maastricht
  2. con il Trattato di Amsterdam
  3. con il Trattato di Lisbona
  4. con l'Atto Unico Europeo

Solo con il Trattato di Lisbona la Carta ha acquisito, ai sensi dell'art. 6 TUE, lo stesso valore giuridico dei trattati. (Diritto UE — Storia e trattati (TUE art. 6))

28. Il Trattato di Amsterdam (1997) ha, tra l'altro:

  1. rafforzato le competenze dell'Unione in materia di libertà, sicurezza e giustizia
  2. istituito la moneta unica
  3. istituito la CECA
  4. abolito la struttura a pilastri

Il Trattato di Amsterdam ha comunitarizzato materie legate a libertà, sicurezza e giustizia, rafforzando le competenze dell'Unione. (Diritto UE — Storia e trattati (Trattato di Amsterdam))

29. Il Trattato di Nizza (2001) è intervenuto principalmente su:

  1. l'istituzione della cittadinanza europea
  2. l'adozione della Carta dei diritti fondamentali come atto vincolante
  3. la creazione del mercato interno
  4. la riforma istituzionale in vista dell'allargamento dell'Unione

Il Trattato di Nizza ha adeguato l'architettura istituzionale dell'Unione in previsione del successivo allargamento a nuovi Stati membri. (Diritto UE — Storia e trattati (Trattato di Nizza))

30. L'articolo 50 del TUE, introdotto con il Trattato di Lisbona, disciplina:

  1. la procedura di adesione di nuovi Stati membri
  2. il diritto di recesso volontario di uno Stato membro dall'Unione
  3. il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia
  4. la procedura di infrazione

L'art. 50 TUE disciplina il diritto di uno Stato membro di recedere dall'Unione secondo le proprie norme costituzionali. (Diritto UE — Storia e trattati (TUE art. 50))

31. La presidenza del Consiglio dell'Unione europea (Consiglio dei Ministri) è:

  1. affidata sempre alla Commissione europea
  2. affidata al Parlamento europeo
  3. esercitata a rotazione semestrale dagli Stati membri
  4. stabile, affidata a una figura eletta per due anni e mezzo

La presidenza del Consiglio dell'UE ruota semestralmente tra gli Stati membri, salvo la formazione Affari esteri presieduta dall'Alto rappresentante. (Diritto UE — Istituzioni (TUE art. 16))

32. Il Presidente del Consiglio europeo è eletto:

  1. dal Consiglio europeo stesso, per un mandato di due anni e mezzo rinnovabile una volta
  2. dal Parlamento europeo a maggioranza assoluta
  3. a rotazione semestrale tra gli Stati membri
  4. dalla Commissione europea

Il Presidente del Consiglio europeo è eletto dallo stesso Consiglio europeo per un mandato di due anni e mezzo, rinnovabile una sola volta. (Diritto UE — Istituzioni (TUE art. 15))

33. Il Parlamento europeo esercita, tra le altre, una funzione di controllo politico che si manifesta, in particolare, con:

  1. il potere di sciogliere il Consiglio europeo
  2. il potere di nominare direttamente i giudici della Corte di giustizia
  3. il potere esclusivo di revisione dei trattati
  4. la possibilità di approvare una mozione di censura nei confronti della Commissione

Il Parlamento può approvare una mozione di censura che obbliga la Commissione a dimettersi collegialmente. (Diritto UE — Istituzioni (TFUE art. 234))

34. La Commissione europea è composta da:

  1. un numero di Commissari pari alla metà degli Stati membri
  2. un Commissario per ciascuno Stato membro
  3. due Commissari per ciascuno Stato membro
  4. un solo Commissario eletto dal Parlamento europeo

La composizione della Commissione prevede, secondo la regola attualmente applicata, un Commissario per ciascuno Stato membro. (Diritto UE — Istituzioni (TUE art. 17))

35. Il Tribunale, insieme alla Corte di giustizia, compone:

  1. la Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE)
  2. la Corte dei conti europea
  3. il Consiglio d'Europa
  4. la Banca Centrale Europea

La CGUE, come istituzione unitaria, comprende la Corte di giustizia e il Tribunale. (Diritto UE — Istituzioni (TUE art. 19))

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