Il reato è un fatto tipico previsto dalla legge come illecito penale, costituito da un elemento oggettivo (condotta, evento, nesso causale) e da un elemento soggettivo: il dolo, quando l'evento è previsto e voluto (art. 43 c.p.), o la colpa, quando l'evento non è voluto ma deriva da negligenza, imprudenza, imperizia o inosservanza di norme cautelari. Il principio di legalità (art. 25, secondo comma, Cost.; art. 1 c.p.) impone che nessuno possa essere punito se non in forza di una legge preesistente al fatto, che ne descriva in modo tassativo la condotta e la pena, escludendo l'analogia in malam partem. Il tentativo (art. 56 c.p.) punisce chi compie atti idonei diretti in modo non equivoco a commettere un delitto, senza che l'evento si verifichi; le cause di giustificazione (artt. 50-54 c.p.), come l'adempimento di un dovere o la legittima difesa, escludono l'antigiuridicità del fatto.
L'art. 357 c.p. qualifica come pubblico ufficiale chi esercita una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa, quest'ultima caratterizzata da poteri autoritativi o certificativi. L'art. 358 c.p. definisce l'incaricato di pubblico servizio come chi presta un'attività analoga alla funzione pubblica, ma priva di tali poteri, escludendo mansioni di ordine e prestazioni meramente materiali.
Il nucleo centrale della materia riguarda: il peculato (art. 314 c.p.), l'appropriazione di denaro o cosa mobile altrui di cui si ha il possesso per ragione dell'ufficio; la concussione (art. 317 c.p.), commessa dal solo pubblico ufficiale che, abusando della qualità, costringe taluno a dare o promettere un'utilità; la corruzione, nelle forme dell'art. 318 c.p. (per l'esercizio della funzione), dell'art. 319 c.p. (per un atto contrario ai doveri d'ufficio), dell'art. 319-ter c.p. (in atti giudiziari), estesa all'incaricato di pubblico servizio dall'art. 320 c.p. e con pene simmetriche per il corruttore ex art. 321 c.p.; l'induzione indebita (art. 319-quater c.p.), che punisce, sia pure con pena più mite, anche il privato indotto a dare o promettere l'utilità, a differenza della vittima della concussione; il rifiuto e l'omissione di atti d'ufficio (art. 328 c.p.); e la rivelazione di segreti d'ufficio (art. 326 c.p.).
La legge 9 agosto 2024, n. 114 ha abrogato il reato di abuso d'ufficio (art. 323 c.p.): questa fattispecie non è più prevista come reato nell'ordinamento italiano e non va quindi presentata come vigente. Le altre fattispecie contro la P.A. — peculato, concussione, corruzione, induzione indebita, rifiuto/omissione di atti d'ufficio, rivelazione di segreti d'ufficio — restano pienamente in vigore.
1. Che cos'è il reato secondo la struttura del diritto penale italiano?
Il reato è un fatto tipico previsto dalla legge, composto da un elemento oggettivo (condotta, evento, nesso causale) e da un elemento soggettivo (dolo, colpa o preterintenzione). (Diritto penale — Nozioni generali del reato (c.p. artt. 42-43))
2. Ai sensi dell'art. 43 c.p., in che cosa consiste l'elemento soggettivo del delitto doloso?
L'art. 43 c.p. definisce il dolo come la previsione e volontà dell'evento quale conseguenza della propria azione od omissione. (Diritto penale — Elemento soggettivo, dolo (c.p. art. 43))
3. Cosa distingue la colpa dal dolo nel diritto penale?
L'art. 43 c.p. distingue il dolo, in cui l'evento è voluto, dalla colpa, in cui l'evento non è voluto ma deriva da negligenza, imprudenza, imperizia o violazione di regole cautelari. (Diritto penale — Elemento soggettivo, dolo e colpa (c.p. art. 43))
4. Il principio di legalità in materia penale trova fondamento, tra l'altro, in quale norma costituzionale?
L'art. 25, secondo comma, Cost. stabilisce che nessuno può essere punito se non in forza di una legge entrata in vigore prima del fatto commesso. (Diritto penale — Principio di legalità (Cost. art. 25, c.p. art. 1))
5. Ai sensi dell'art. 1 c.p., quale principio esprime la formula "nullum crimen, nulla poena sine lege"?
L'art. 1 c.p. sancisce il principio di riserva di legge e tassatività: nessuna pena senza una legge che preveda espressamente il fatto come reato. (Diritto penale — Principio di legalità (c.p. art. 1))
6. Tizio compie atti idonei e diretti in modo non equivoco a sottrarre denaro dalla cassa dell'ufficio, ma viene sorpreso e fermato prima di riuscire ad appropriarsene. Quale istituto penalistico viene in rilievo?
L'art. 56 c.p. punisce chi compie atti idonei diretti in modo non equivoco a commettere un delitto, se l'azione non si compie o l'evento non si verifica: è il delitto tentato. (Diritto penale — Delitto tentato (c.p. art. 56))
7. Il pubblico ufficiale che compie un atto lesivo di un interesse altrui in adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica non risponde penalmente perché opera una...
L'art. 51 c.p. prevede tra le cause di giustificazione l'adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica, che esclude l'antigiuridicità del fatto. (Diritto penale — Cause di giustificazione (c.p. art. 51))
8. Ai sensi dell'art. 357 c.p., chi riveste la qualifica di pubblico ufficiale?
L'art. 357 c.p. qualifica come pubblico ufficiale chi esercita una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa, quest'ultima caratterizzata dalla formazione della volontà della P.A. o dall'esercizio di poteri autoritativi o certificativi. (Diritto penale — Pubblico ufficiale (c.p. art. 357))
9. Cosa caratterizza, secondo l'art. 358 c.p., l'incaricato di pubblico servizio rispetto al pubblico ufficiale?
L'art. 358 c.p. definisce l'incaricato di pubblico servizio come chi presta un pubblico servizio, attività analoga alla funzione pubblica ma priva dei poteri autoritativi e certificativi, escludendo mansioni di ordine e prestazioni meramente materiali. (Diritto penale — Incaricato di pubblico servizio (c.p. art. 358))
10. Un addetto che svolge presso un ufficio pubblico esclusivamente mansioni di ordine e prestazioni di opera materiale (ad esempio pulizie o trasporto di pacchi) è, ai sensi dell'art. 358 c.p....
L'art. 358, comma 2, c.p. esclude espressamente dalla nozione di pubblico servizio lo svolgimento di semplici mansioni di ordine e la prestazione di opera meramente materiale. (Diritto penale — Incaricato di pubblico servizio (c.p. art. 358))
11. Il notaio, nell'esercizio delle funzioni di autenticazione e certificazione a lui attribuite dalla legge, è considerato ai fini penali...
L'esercizio di poteri certificativi tipici, come quelli notarili, rientra nella nozione di pubblica funzione amministrativa ex art. 357 c.p., che qualifica il soggetto come pubblico ufficiale. (Diritto penale — Pubblico ufficiale (c.p. art. 357))
12. Da cosa dipende, in generale, la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio?
Gli artt. 357-358 c.p. adottano un criterio oggettivo-funzionale: rileva la natura dell'attività in concreto svolta, non la veste pubblica o privata del datore di lavoro. (Diritto penale — Pubblico ufficiale e incaricato di pubblico servizio (c.p. artt. 357-358))
13. Un dipendente di una società privata concessionaria, che svolge su delega della pubblica amministrazione un'attività regolata da norme di diritto pubblico ma priva di poteri autoritativi (ad esempio la gestione di un servizio pubblico essenziale), è qualificabile come...
Ciò che rileva ex art. 358 c.p. è la natura pubblicistica dell'attività svolta, non la natura privata del datore di lavoro: chi gestisce un servizio pubblico su delega, senza poteri autoritativi, è incaricato di pubblico servizio. (Diritto penale — Incaricato di pubblico servizio (c.p. art. 358))
14. Il delitto di peculato (art. 314 c.p.) si configura quando...
L'art. 314 c.p. punisce il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che si appropria di denaro o cosa mobile altrui di cui abbia il possesso o la disponibilità per ragione del proprio ufficio o servizio. (Diritto penale — Peculato (c.p. art. 314))
15. Il cassiere di un ente pubblico, avendo la disponibilità delle somme incassate per ragione del proprio ufficio, trattiene per sé una parte degli incassi giornalieri. Quale reato commette?
L'appropriazione di denaro pubblico di cui si ha la disponibilità per ragione dell'ufficio integra il peculato ex art. 314 c.p. (Diritto penale — Peculato (c.p. art. 314))
16. Cosa si intende per "peculato d'uso", previsto dal secondo comma dell'art. 314 c.p.?
Il secondo comma dell'art. 314 c.p. prevede una pena più mite per il peculato d'uso, quando il fatto consiste nell'uso momentaneo della cosa seguito dalla sua immediata restituzione. (Diritto penale — Peculato (c.p. art. 314))
17. Cosa distingue il peculato dall'appropriazione indebita comune (art. 646 c.p.)?
Il peculato è un reato proprio, che richiede la qualifica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio e il possesso della cosa per ragione dell'ufficio, elementi assenti nell'appropriazione indebita comune. (Diritto penale — Peculato (c.p. art. 314))
18. Quale, tra le seguenti condotte, NON integra il reato di peculato?
Il peculato è reato proprio: richiede che l'agente abbia il possesso della cosa per ragione dell'ufficio o servizio. La sottrazione violenta da parte di un estraneo non integra peculato, ma eventualmente rapina. (Diritto penale — Peculato (c.p. art. 314))
19. Un funzionario riceve in consegna, per ragioni di ufficio, materiale informatico di proprietà dell'amministrazione e lo rivende a terzi trattenendo il ricavato. Quale fattispecie ricorre?
L'appropriazione di un bene mobile altrui, di cui il funzionario ha la disponibilità per ragione dell'ufficio, integra il peculato ex art. 314 c.p. (Diritto penale — Peculato (c.p. art. 314))
20. Il delitto di concussione (art. 317 c.p.) si configura quando il pubblico ufficiale...
L'art. 317 c.p. punisce il pubblico ufficiale che, abusando della propria qualità o dei propri poteri, costringe taluno a dare o promettere indebitamente denaro o altra utilità. (Diritto penale — Concussione (c.p. art. 317))
21. Il reato di concussione può essere commesso, quale soggetto attivo, da...
Dopo la riforma del 2012, l'art. 317 c.p. limita il soggetto attivo al solo pubblico ufficiale; l'incaricato di pubblico servizio risponde, ricorrendone i presupposti, di induzione indebita ex art. 319-quater c.p. (Diritto penale — Concussione (c.p. art. 317))
22. Qual è l'elemento che qualifica la condotta di "costrizione" tipica della concussione rispetto alla mera "induzione"?
La giurisprudenza distingue la costrizione (metus publicae potestatis che comprime fortemente la libertà di scelta della vittima, tipica della concussione) dall'induzione (pressione più tenue che lascia margini di scelta, tipica dell'art. 319-quater c.p.). (Diritto penale — Concussione (c.p. art. 317))
23. Un pubblico ufficiale, abusando della propria qualità, minaccia un imprenditore di ostacolare sistematicamente le sue pratiche amministrative se non gli versa una somma di denaro; l'imprenditore paga per timore. Quale reato configura la condotta del pubblico ufficiale?
La minaccia di un danno ingiusto, connessa all'abuso della qualità pubblica, che costringe il privato a pagare per timore, integra la concussione ex art. 317 c.p. (Diritto penale — Concussione (c.p. art. 317))
24. Nel delitto di concussione, quale posizione assume il privato che subisce la costrizione?
Nella concussione il privato è vittima del reato, poiché costretto dall'abuso della qualità pubblica, e non è punibile per aver dato o promesso l'utilità. (Diritto penale — Concussione (c.p. art. 317))
25. Rispetto alla previgente formulazione, la riforma del 2012 (l. 190/2012) ha inciso sull'art. 317 c.p. in particolare...
La l. 190/2012 ha riscritto l'art. 317 c.p., limitandolo al pubblico ufficiale e alla condotta di costrizione, e ha introdotto l'autonoma fattispecie di induzione indebita (art. 319-quater c.p.). (Diritto penale — Concussione (c.p. art. 317))
26. Un imprenditore versa periodicamente piccole somme a un funzionario "per tenerlo buono", senza che il pagamento sia collegato a uno specifico atto contrario ai doveri d'ufficio, ma genericamente all'esercizio delle sue funzioni. Quale reato configura la condotta del funzionario che accetta?
L'art. 318 c.p. punisce il pubblico ufficiale che riceve o accetta la promessa di denaro o altra utilità per l'esercizio generico delle proprie funzioni, senza che sia individuabile un atto specifico contrario ai doveri d'ufficio. (Diritto penale — Corruzione per l'esercizio della funzione (c.p. art. 318))
27. Qual è la differenza principale tra la corruzione di cui all'art. 318 c.p. e quella di cui all'art. 319 c.p.?
L'art. 318 c.p. (corruzione per l'esercizio della funzione) sanziona il mercimonio generico della funzione pubblica; l'art. 319 c.p. (corruzione propria) richiede il collegamento a un atto specifico contrario ai doveri d'ufficio. (Diritto penale — Corruzione (c.p. artt. 318-319))
28. Un funzionario riceve una somma di denaro da un'impresa affinché ometta di segnalare un'irregolarità riscontrata in un procedimento di sua competenza. Quale reato configura la condotta?
L'omissione di un atto dovuto (la segnalazione dell'irregolarità) dietro compenso integra la corruzione propria ex art. 319 c.p., in quanto collegata a un atto specifico contrario ai doveri d'ufficio. (Diritto penale — Corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio (c.p. art. 319))
29. Quando si configura il delitto di corruzione in atti giudiziari ex art. 319-ter c.p.?
L'art. 319-ter c.p. punisce con pena più severa la corruzione, propria o impropria, quando è finalizzata a favorire o danneggiare una parte in un processo. (Diritto penale — Corruzione in atti giudiziari (c.p. art. 319-ter))
30. L'art. 320 c.p. dispone che le fattispecie di corruzione di cui agli artt. 318 e 319 c.p. si applicano anche...
L'art. 320 c.p. estende l'applicabilità delle norme sulla corruzione (artt. 318 e 319 c.p.) anche all'incaricato di un pubblico servizio. (Diritto penale — Corruzione dell'incaricato di pubblico servizio (c.p. art. 320))
31. Cosa dispone l'art. 321 c.p. in tema di "pene per il corruttore"?
L'art. 321 c.p. estende al corruttore le medesime pene previste per il pubblico ufficiale corrotto, sancendo la simmetria sanzionatoria tra le due posizioni. (Diritto penale — Pene per il corruttore (c.p. art. 321))
32. Un imprenditore promette una somma di denaro a un funzionario affinché quest'ultimo compia un atto conforme ai suoi doveri d'ufficio, senza violazione delle regole procedurali; il funzionario accetta la promessa. Quale fattispecie è astrattamente configurabile a carico di entrambi?
L'accettazione della promessa di denaro per l'esercizio della funzione, senza atto contrario ai doveri d'ufficio, integra la corruzione ex art. 318 c.p. a carico del funzionario e, ex art. 321 c.p., del privato corruttore. (Diritto penale — Corruzione per l'esercizio della funzione (c.p. artt. 318, 321))
33. Quale delle seguenti affermazioni sulla corruzione NON è corretta?
La costrizione psicologica è elemento tipico della concussione (art. 317 c.p.), non della corruzione, che si fonda invece su un accordo bilaterale liberamente concluso tra corrotto e corruttore. (Diritto penale — Corruzione (c.p. artt. 318-321))
34. Cosa punisce l'art. 319-quater c.p. in capo al pubblico ufficiale o all'incaricato di pubblico servizio?
L'art. 319-quater c.p. punisce chi, abusando della qualità o dei poteri, induce (con pressione più tenue della costrizione) taluno a dare o promettere indebitamente denaro o altra utilità. (Diritto penale — Induzione indebita (c.p. art. 319-quater))
35. A differenza della concussione (art. 317 c.p.), nell'induzione indebita (art. 319-quater c.p.)...
L'art. 319-quater, comma 2, c.p. punisce anche il privato che dà o promette l'utilità, seppur con pena più mite, a differenza della concussione dove il privato resta vittima non punibile. (Diritto penale — Induzione indebita (c.p. art. 319-quater))