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🔒 Diritto penale (reati contro la P.A.)

Nozioni generali

Il reato è un fatto tipico previsto dalla legge come illecito penale, costituito da un elemento oggettivo (condotta, evento, nesso causale) e da un elemento soggettivo: il dolo, quando l'evento è previsto e voluto (art. 43 c.p.), o la colpa, quando l'evento non è voluto ma deriva da negligenza, imprudenza, imperizia o inosservanza di norme cautelari. Il principio di legalità (art. 25, secondo comma, Cost.; art. 1 c.p.) impone che nessuno possa essere punito se non in forza di una legge preesistente al fatto, che ne descriva in modo tassativo la condotta e la pena, escludendo l'analogia in malam partem. Il tentativo (art. 56 c.p.) punisce chi compie atti idonei diretti in modo non equivoco a commettere un delitto, senza che l'evento si verifichi; le cause di giustificazione (artt. 50-54 c.p.), come l'adempimento di un dovere o la legittima difesa, escludono l'antigiuridicità del fatto.

Pubblico ufficiale e incaricato di pubblico servizio

L'art. 357 c.p. qualifica come pubblico ufficiale chi esercita una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa, quest'ultima caratterizzata da poteri autoritativi o certificativi. L'art. 358 c.p. definisce l'incaricato di pubblico servizio come chi presta un'attività analoga alla funzione pubblica, ma priva di tali poteri, escludendo mansioni di ordine e prestazioni meramente materiali.

Reati contro la Pubblica Amministrazione

Il nucleo centrale della materia riguarda: il peculato (art. 314 c.p.), l'appropriazione di denaro o cosa mobile altrui di cui si ha il possesso per ragione dell'ufficio; la concussione (art. 317 c.p.), commessa dal solo pubblico ufficiale che, abusando della qualità, costringe taluno a dare o promettere un'utilità; la corruzione, nelle forme dell'art. 318 c.p. (per l'esercizio della funzione), dell'art. 319 c.p. (per un atto contrario ai doveri d'ufficio), dell'art. 319-ter c.p. (in atti giudiziari), estesa all'incaricato di pubblico servizio dall'art. 320 c.p. e con pene simmetriche per il corruttore ex art. 321 c.p.; l'induzione indebita (art. 319-quater c.p.), che punisce, sia pure con pena più mite, anche il privato indotto a dare o promettere l'utilità, a differenza della vittima della concussione; il rifiuto e l'omissione di atti d'ufficio (art. 328 c.p.); e la rivelazione di segreti d'ufficio (art. 326 c.p.).

Aggiornamento normativo 2024

La legge 9 agosto 2024, n. 114 ha abrogato il reato di abuso d'ufficio (art. 323 c.p.): questa fattispecie non è più prevista come reato nell'ordinamento italiano e non va quindi presentata come vigente. Le altre fattispecie contro la P.A. — peculato, concussione, corruzione, induzione indebita, rifiuto/omissione di atti d'ufficio, rivelazione di segreti d'ufficio — restano pienamente in vigore.

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Preguntas de muestra (35)

1. Che cos'è il reato secondo la struttura del diritto penale italiano?

  1. Un fatto umano tipico e antigiuridico, costituito da un elemento oggettivo e da un elemento soggettivo, previsto dalla legge come illecito penale
  2. Qualsiasi comportamento moralmente riprovevole, a prescindere da una previsione legislativa
  3. Solo la violazione di un regolamento amministrativo interno
  4. Un illecito che genera esclusivamente responsabilità civile risarcitoria

Il reato è un fatto tipico previsto dalla legge, composto da un elemento oggettivo (condotta, evento, nesso causale) e da un elemento soggettivo (dolo, colpa o preterintenzione). (Diritto penale — Nozioni generali del reato (c.p. artt. 42-43))

2. Ai sensi dell'art. 43 c.p., in che cosa consiste l'elemento soggettivo del delitto doloso?

  1. Nella previsione e volontà dell'evento come conseguenza della propria azione od omissione
  2. Nella mera prevedibilità dell'evento, pur senza volerlo
  3. Nella violazione di norme cautelari senza previsione dell'evento
  4. Nell'assenza di qualsiasi consapevolezza del fatto commesso

L'art. 43 c.p. definisce il dolo come la previsione e volontà dell'evento quale conseguenza della propria azione od omissione. (Diritto penale — Elemento soggettivo, dolo (c.p. art. 43))

3. Cosa distingue la colpa dal dolo nel diritto penale?

  1. Nella colpa l'evento non è voluto dall'agente ma deriva da negligenza, imprudenza, imperizia o inosservanza di leggi e regolamenti; nel dolo l'evento è previsto e voluto
  2. La colpa richiede sempre l'intenzione specifica di nuocere alla vittima
  3. Dolo e colpa coincidono nella definizione dell'art. 43 c.p.
  4. La colpa si applica solo ai reati contro la pubblica amministrazione

L'art. 43 c.p. distingue il dolo, in cui l'evento è voluto, dalla colpa, in cui l'evento non è voluto ma deriva da negligenza, imprudenza, imperizia o violazione di regole cautelari. (Diritto penale — Elemento soggettivo, dolo e colpa (c.p. art. 43))

4. Il principio di legalità in materia penale trova fondamento, tra l'altro, in quale norma costituzionale?

  1. Art. 25, secondo comma, Cost.
  2. Art. 13 Cost.
  3. Art. 97 Cost.
  4. Art. 3 Cost.

L'art. 25, secondo comma, Cost. stabilisce che nessuno può essere punito se non in forza di una legge entrata in vigore prima del fatto commesso. (Diritto penale — Principio di legalità (Cost. art. 25, c.p. art. 1))

5. Ai sensi dell'art. 1 c.p., quale principio esprime la formula "nullum crimen, nulla poena sine lege"?

  1. Nessuno può essere punito per un fatto non espressamente previsto come reato dalla legge, né con pene da essa non stabilite
  2. Il giudice può applicare per analogia la pena prevista per un fatto simile
  3. La legge penale ha sempre efficacia retroattiva, senza eccezioni
  4. Le fonti regolamentari possono introdurre nuove fattispecie di reato

L'art. 1 c.p. sancisce il principio di riserva di legge e tassatività: nessuna pena senza una legge che preveda espressamente il fatto come reato. (Diritto penale — Principio di legalità (c.p. art. 1))

6. Tizio compie atti idonei e diretti in modo non equivoco a sottrarre denaro dalla cassa dell'ufficio, ma viene sorpreso e fermato prima di riuscire ad appropriarsene. Quale istituto penalistico viene in rilievo?

  1. Il delitto tentato ex art. 56 c.p.
  2. La desistenza volontaria, priva di rilevanza penale
  3. Il reato impossibile ex art. 49 c.p.
  4. Una causa di giustificazione ex art. 51 c.p.

L'art. 56 c.p. punisce chi compie atti idonei diretti in modo non equivoco a commettere un delitto, se l'azione non si compie o l'evento non si verifica: è il delitto tentato. (Diritto penale — Delitto tentato (c.p. art. 56))

7. Il pubblico ufficiale che compie un atto lesivo di un interesse altrui in adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica non risponde penalmente perché opera una...

  1. Causa di giustificazione (scriminante) ex art. 51 c.p.
  2. Causa di non punibilità sopravvenuta al fatto
  3. Causa di estinzione del reato
  4. Circostanza attenuante generica

L'art. 51 c.p. prevede tra le cause di giustificazione l'adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica, che esclude l'antigiuridicità del fatto. (Diritto penale — Cause di giustificazione (c.p. art. 51))

8. Ai sensi dell'art. 357 c.p., chi riveste la qualifica di pubblico ufficiale?

  1. Chi esercita una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa, quest'ultima caratterizzata da poteri autoritativi o certificativi
  2. Chiunque lavori, anche a titolo privato, per un ente che riceve fondi pubblici
  3. Solo i dipendenti con qualifica dirigenziale della pubblica amministrazione
  4. Chiunque svolga mansioni di ordine presso un ufficio pubblico

L'art. 357 c.p. qualifica come pubblico ufficiale chi esercita una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa, quest'ultima caratterizzata dalla formazione della volontà della P.A. o dall'esercizio di poteri autoritativi o certificativi. (Diritto penale — Pubblico ufficiale (c.p. art. 357))

9. Cosa caratterizza, secondo l'art. 358 c.p., l'incaricato di pubblico servizio rispetto al pubblico ufficiale?

  1. Presta un'attività disciplinata come la pubblica funzione ma priva dei poteri autoritativi e certificativi tipici di quest'ultima, con esclusione di mansioni di ordine e prestazioni meramente materiali
  2. È definito esclusivamente in base al tipo di contratto di lavoro sottoscritto
  3. Gode degli stessi poteri autoritativi del pubblico ufficiale
  4. Non può mai essere soggetto attivo di un reato contro la pubblica amministrazione

L'art. 358 c.p. definisce l'incaricato di pubblico servizio come chi presta un pubblico servizio, attività analoga alla funzione pubblica ma priva dei poteri autoritativi e certificativi, escludendo mansioni di ordine e prestazioni meramente materiali. (Diritto penale — Incaricato di pubblico servizio (c.p. art. 358))

10. Un addetto che svolge presso un ufficio pubblico esclusivamente mansioni di ordine e prestazioni di opera materiale (ad esempio pulizie o trasporto di pacchi) è, ai sensi dell'art. 358 c.p....

  1. Escluso dalla nozione di incaricato di pubblico servizio, poiché la norma esclude espressamente le mansioni di ordine e le prestazioni meramente materiali
  2. Sempre qualificabile come pubblico ufficiale
  3. Sempre incaricato di pubblico servizio, a prescindere dalle mansioni concretamente svolte
  4. Equiparato al pubblico ufficiale ai soli fini del peculato

L'art. 358, comma 2, c.p. esclude espressamente dalla nozione di pubblico servizio lo svolgimento di semplici mansioni di ordine e la prestazione di opera meramente materiale. (Diritto penale — Incaricato di pubblico servizio (c.p. art. 358))

11. Il notaio, nell'esercizio delle funzioni di autenticazione e certificazione a lui attribuite dalla legge, è considerato ai fini penali...

  1. Pubblico ufficiale, in quanto esercita una funzione caratterizzata da poteri certificativi
  2. Incaricato di pubblico servizio privo di qualunque potere
  3. Soggetto estraneo alla nozione di pubblica amministrazione
  4. Equiparabile a un privato cittadino senza qualifiche pubblicistiche

L'esercizio di poteri certificativi tipici, come quelli notarili, rientra nella nozione di pubblica funzione amministrativa ex art. 357 c.p., che qualifica il soggetto come pubblico ufficiale. (Diritto penale — Pubblico ufficiale (c.p. art. 357))

12. Da cosa dipende, in generale, la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio?

  1. Dalla natura oggettiva dell'attività concretamente svolta (pubblica funzione o pubblico servizio), a prescindere dalla natura pubblica o privata dell'ente datore di lavoro o del rapporto di impiego
  2. Esclusivamente dal fatto che l'ente datore di lavoro sia una persona giuridica di diritto pubblico
  3. Unicamente dal titolo di studio posseduto dal soggetto
  4. Dal fatto che il soggetto percepisca uno stipendio superiore a una determinata soglia

Gli artt. 357-358 c.p. adottano un criterio oggettivo-funzionale: rileva la natura dell'attività in concreto svolta, non la veste pubblica o privata del datore di lavoro. (Diritto penale — Pubblico ufficiale e incaricato di pubblico servizio (c.p. artt. 357-358))

13. Un dipendente di una società privata concessionaria, che svolge su delega della pubblica amministrazione un'attività regolata da norme di diritto pubblico ma priva di poteri autoritativi (ad esempio la gestione di un servizio pubblico essenziale), è qualificabile come...

  1. Incaricato di pubblico servizio
  2. Sempre e solo lavoratore privato senza alcuna rilevanza ai fini dei reati contro la pubblica amministrazione
  3. Pubblico ufficiale con pieni poteri certificativi
  4. Soggetto penalmente irrilevante in quanto dipendente di soggetto privato

Ciò che rileva ex art. 358 c.p. è la natura pubblicistica dell'attività svolta, non la natura privata del datore di lavoro: chi gestisce un servizio pubblico su delega, senza poteri autoritativi, è incaricato di pubblico servizio. (Diritto penale — Incaricato di pubblico servizio (c.p. art. 358))

14. Il delitto di peculato (art. 314 c.p.) si configura quando...

  1. Il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio, avendo per ragione dell'ufficio o servizio il possesso o la disponibilità di denaro o altra cosa mobile altrui, se ne appropria
  2. Il pubblico ufficiale costringe un privato a versare denaro non dovuto
  3. Il pubblico ufficiale riceve denaro da un privato per compiere un atto contrario ai doveri d'ufficio
  4. Un privato sottrae denaro pubblico senza avere alcun rapporto con la pubblica amministrazione

L'art. 314 c.p. punisce il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che si appropria di denaro o cosa mobile altrui di cui abbia il possesso o la disponibilità per ragione del proprio ufficio o servizio. (Diritto penale — Peculato (c.p. art. 314))

15. Il cassiere di un ente pubblico, avendo la disponibilità delle somme incassate per ragione del proprio ufficio, trattiene per sé una parte degli incassi giornalieri. Quale reato commette?

  1. Peculato ex art. 314 c.p.
  2. Concussione ex art. 317 c.p.
  3. Corruzione propria ex art. 319 c.p.
  4. Rifiuto di atti d'ufficio ex art. 328 c.p.

L'appropriazione di denaro pubblico di cui si ha la disponibilità per ragione dell'ufficio integra il peculato ex art. 314 c.p. (Diritto penale — Peculato (c.p. art. 314))

16. Cosa si intende per "peculato d'uso", previsto dal secondo comma dell'art. 314 c.p.?

  1. L'uso momentaneo della cosa da parte del pubblico ufficiale, seguito dall'immediata restituzione dopo l'utilizzo, che comporta una pena ridotta rispetto al peculato ordinario
  2. L'appropriazione definitiva di beni pubblici da parte di un privato estraneo alla pubblica amministrazione
  3. L'uso di beni pubblici espressamente autorizzato dalla legge, penalmente irrilevante
  4. Un'aggravante speciale che aumenta la pena base del peculato

Il secondo comma dell'art. 314 c.p. prevede una pena più mite per il peculato d'uso, quando il fatto consiste nell'uso momentaneo della cosa seguito dalla sua immediata restituzione. (Diritto penale — Peculato (c.p. art. 314))

17. Cosa distingue il peculato dall'appropriazione indebita comune (art. 646 c.p.)?

  1. Nel peculato l'agente è un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio che ha il possesso della cosa per ragione del proprio ufficio o servizio, elemento che qualifica la fattispecie come reato proprio contro la pubblica amministrazione
  2. L'appropriazione indebita richiede sempre la qualifica di pubblico ufficiale in capo all'agente
  3. Il peculato può essere commesso solo da soggetti privi di qualsiasi rapporto con la pubblica amministrazione
  4. Non vi è alcuna differenza sostanziale tra le due fattispecie

Il peculato è un reato proprio, che richiede la qualifica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio e il possesso della cosa per ragione dell'ufficio, elementi assenti nell'appropriazione indebita comune. (Diritto penale — Peculato (c.p. art. 314))

18. Quale, tra le seguenti condotte, NON integra il reato di peculato?

  1. Il privato che, senza alcun rapporto di ufficio o servizio con la pubblica amministrazione, sottrae con violenza denaro a un pubblico ufficiale
  2. Il funzionario che si appropria di somme di denaro pubblico di cui ha la disponibilità per ragione del proprio ufficio
  3. L'incaricato di pubblico servizio che si appropria di beni mobili altrui ricevuti in ragione del servizio
  4. Il pubblico ufficiale che utilizza momentaneamente un bene pubblico e lo restituisce subito dopo l'uso (peculato d'uso)

Il peculato è reato proprio: richiede che l'agente abbia il possesso della cosa per ragione dell'ufficio o servizio. La sottrazione violenta da parte di un estraneo non integra peculato, ma eventualmente rapina. (Diritto penale — Peculato (c.p. art. 314))

19. Un funzionario riceve in consegna, per ragioni di ufficio, materiale informatico di proprietà dell'amministrazione e lo rivende a terzi trattenendo il ricavato. Quale fattispecie ricorre?

  1. Peculato ex art. 314 c.p.
  2. Concussione ex art. 317 c.p.
  3. Induzione indebita ex art. 319-quater c.p.
  4. Rivelazione di segreti di ufficio ex art. 326 c.p.

L'appropriazione di un bene mobile altrui, di cui il funzionario ha la disponibilità per ragione dell'ufficio, integra il peculato ex art. 314 c.p. (Diritto penale — Peculato (c.p. art. 314))

20. Il delitto di concussione (art. 317 c.p.) si configura quando il pubblico ufficiale...

  1. Abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o promettere indebitamente denaro o altra utilità a sé o a un terzo
  2. Riceve spontaneamente denaro da un privato per compiere un atto d'ufficio
  3. Si appropria di denaro pubblico di cui ha la disponibilità per ragione dell'ufficio
  4. Rifiuta di compiere un atto d'ufficio dovuto

L'art. 317 c.p. punisce il pubblico ufficiale che, abusando della propria qualità o dei propri poteri, costringe taluno a dare o promettere indebitamente denaro o altra utilità. (Diritto penale — Concussione (c.p. art. 317))

21. Il reato di concussione può essere commesso, quale soggetto attivo, da...

  1. Esclusivamente dal pubblico ufficiale, non dall'incaricato di pubblico servizio, che risponde eventualmente di induzione indebita
  2. Da qualunque privato cittadino
  3. Solo da un incaricato di pubblico servizio
  4. Indifferentemente da pubblico ufficiale, incaricato di pubblico servizio o privato

Dopo la riforma del 2012, l'art. 317 c.p. limita il soggetto attivo al solo pubblico ufficiale; l'incaricato di pubblico servizio risponde, ricorrendone i presupposti, di induzione indebita ex art. 319-quater c.p. (Diritto penale — Concussione (c.p. art. 317))

22. Qual è l'elemento che qualifica la condotta di "costrizione" tipica della concussione rispetto alla mera "induzione"?

  1. La costrizione implica una pressione psicologica, connessa all'abuso della qualità pubblica, tale da annullare in modo significativo la libertà di autodeterminazione della vittima, mentre l'induzione è una persuasione più blanda che lascia margini di scelta
  2. Costrizione e induzione sono sinonimi nel codice penale
  3. La costrizione richiede sempre violenza fisica diretta sulla vittima
  4. L'induzione richiede sempre una minaccia esplicita, la costrizione no

La giurisprudenza distingue la costrizione (metus publicae potestatis che comprime fortemente la libertà di scelta della vittima, tipica della concussione) dall'induzione (pressione più tenue che lascia margini di scelta, tipica dell'art. 319-quater c.p.). (Diritto penale — Concussione (c.p. art. 317))

23. Un pubblico ufficiale, abusando della propria qualità, minaccia un imprenditore di ostacolare sistematicamente le sue pratiche amministrative se non gli versa una somma di denaro; l'imprenditore paga per timore. Quale reato configura la condotta del pubblico ufficiale?

  1. Concussione ex art. 317 c.p.
  2. Corruzione propria ex art. 319 c.p., con responsabilità paritaria dell'imprenditore
  3. Peculato ex art. 314 c.p.
  4. Rivelazione di segreti di ufficio ex art. 326 c.p.

La minaccia di un danno ingiusto, connessa all'abuso della qualità pubblica, che costringe il privato a pagare per timore, integra la concussione ex art. 317 c.p. (Diritto penale — Concussione (c.p. art. 317))

24. Nel delitto di concussione, quale posizione assume il privato che subisce la costrizione?

  1. Persona offesa dal reato, non punibile per il pagamento o la promessa estorti
  2. Concorrente necessario, punibile allo stesso titolo del pubblico ufficiale
  3. Autore di un autonomo reato di corruzione attiva
  4. Responsabile in via sussidiaria se il pubblico ufficiale viene assolto

Nella concussione il privato è vittima del reato, poiché costretto dall'abuso della qualità pubblica, e non è punibile per aver dato o promesso l'utilità. (Diritto penale — Concussione (c.p. art. 317))

25. Rispetto alla previgente formulazione, la riforma del 2012 (l. 190/2012) ha inciso sull'art. 317 c.p. in particolare...

  1. Restringendo il novero dei soggetti attivi al solo pubblico ufficiale ed espungendo l'incaricato di pubblico servizio, e distinguendo la concussione per costrizione dall'induzione indebita, ora autonomamente disciplinata dall'art. 319-quater c.p.
  2. Abrogando integralmente il reato di concussione
  3. Estendendo la concussione anche ai privati privi di qualifiche pubblicistiche
  4. Unificando concussione e corruzione in un'unica fattispecie

La l. 190/2012 ha riscritto l'art. 317 c.p., limitandolo al pubblico ufficiale e alla condotta di costrizione, e ha introdotto l'autonoma fattispecie di induzione indebita (art. 319-quater c.p.). (Diritto penale — Concussione (c.p. art. 317))

26. Un imprenditore versa periodicamente piccole somme a un funzionario "per tenerlo buono", senza che il pagamento sia collegato a uno specifico atto contrario ai doveri d'ufficio, ma genericamente all'esercizio delle sue funzioni. Quale reato configura la condotta del funzionario che accetta?

  1. Corruzione per l'esercizio della funzione ex art. 318 c.p.
  2. Corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio ex art. 319 c.p.
  3. Concussione ex art. 317 c.p.
  4. Peculato ex art. 314 c.p.

L'art. 318 c.p. punisce il pubblico ufficiale che riceve o accetta la promessa di denaro o altra utilità per l'esercizio generico delle proprie funzioni, senza che sia individuabile un atto specifico contrario ai doveri d'ufficio. (Diritto penale — Corruzione per l'esercizio della funzione (c.p. art. 318))

27. Qual è la differenza principale tra la corruzione di cui all'art. 318 c.p. e quella di cui all'art. 319 c.p.?

  1. L'oggetto del mercimonio: nell'art. 318 il compenso è collegato genericamente all'esercizio della funzione, nell'art. 319 è collegato al compimento o all'omissione di un atto specifico contrario ai doveri d'ufficio
  2. Il solo importo di denaro versato al pubblico ufficiale
  3. Il fatto che l'art. 318 c.p. riguardi solo gli incaricati di pubblico servizio
  4. Il fatto che l'art. 319 c.p. non richieda alcun accordo tra corrotto e corruttore

L'art. 318 c.p. (corruzione per l'esercizio della funzione) sanziona il mercimonio generico della funzione pubblica; l'art. 319 c.p. (corruzione propria) richiede il collegamento a un atto specifico contrario ai doveri d'ufficio. (Diritto penale — Corruzione (c.p. artt. 318-319))

28. Un funzionario riceve una somma di denaro da un'impresa affinché ometta di segnalare un'irregolarità riscontrata in un procedimento di sua competenza. Quale reato configura la condotta?

  1. Corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio ex art. 319 c.p.
  2. Corruzione per l'esercizio della funzione ex art. 318 c.p.
  3. Concussione ex art. 317 c.p.
  4. Rifiuto di atti d'ufficio ex art. 328 c.p.

L'omissione di un atto dovuto (la segnalazione dell'irregolarità) dietro compenso integra la corruzione propria ex art. 319 c.p., in quanto collegata a un atto specifico contrario ai doveri d'ufficio. (Diritto penale — Corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio (c.p. art. 319))

29. Quando si configura il delitto di corruzione in atti giudiziari ex art. 319-ter c.p.?

  1. Quando i fatti di corruzione previsti dagli artt. 318 e 319 c.p. sono commessi per favorire o danneggiare una parte in un processo civile, penale o amministrativo
  2. Quando un pubblico ufficiale si appropria di documenti processuali
  3. Quando un giudice commette un errore di diritto senza alcun accordo corruttivo
  4. Quando un privato corrompe un testimone in un processo civile senza coinvolgimento di alcun pubblico ufficiale

L'art. 319-ter c.p. punisce con pena più severa la corruzione, propria o impropria, quando è finalizzata a favorire o danneggiare una parte in un processo. (Diritto penale — Corruzione in atti giudiziari (c.p. art. 319-ter))

30. L'art. 320 c.p. dispone che le fattispecie di corruzione di cui agli artt. 318 e 319 c.p. si applicano anche...

  1. All'incaricato di un pubblico servizio
  2. Esclusivamente ai magistrati
  3. Esclusivamente ai dipendenti di società private prive di ogni collegamento con la pubblica amministrazione
  4. Solo se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale straniero

L'art. 320 c.p. estende l'applicabilità delle norme sulla corruzione (artt. 318 e 319 c.p.) anche all'incaricato di un pubblico servizio. (Diritto penale — Corruzione dell'incaricato di pubblico servizio (c.p. art. 320))

31. Cosa dispone l'art. 321 c.p. in tema di "pene per il corruttore"?

  1. Le stesse pene previste per il pubblico ufficiale corrotto si applicano anche a chi dà o promette denaro o altra utilità
  2. Il corruttore è sempre punito con pena inferiore rispetto al pubblico ufficiale corrotto
  3. Il corruttore non è mai punibile, salvo concorso nel reato altrui
  4. Il corruttore risponde solo in sede civile per il risarcimento del danno

L'art. 321 c.p. estende al corruttore le medesime pene previste per il pubblico ufficiale corrotto, sancendo la simmetria sanzionatoria tra le due posizioni. (Diritto penale — Pene per il corruttore (c.p. art. 321))

32. Un imprenditore promette una somma di denaro a un funzionario affinché quest'ultimo compia un atto conforme ai suoi doveri d'ufficio, senza violazione delle regole procedurali; il funzionario accetta la promessa. Quale fattispecie è astrattamente configurabile a carico di entrambi?

  1. Corruzione per l'esercizio della funzione ex artt. 318 e 321 c.p.
  2. Peculato ex art. 314 c.p.
  3. Concussione ex art. 317 c.p., con posizione di vittima dell'imprenditore
  4. Rivelazione di segreti d'ufficio ex art. 326 c.p.

L'accettazione della promessa di denaro per l'esercizio della funzione, senza atto contrario ai doveri d'ufficio, integra la corruzione ex art. 318 c.p. a carico del funzionario e, ex art. 321 c.p., del privato corruttore. (Diritto penale — Corruzione per l'esercizio della funzione (c.p. artt. 318, 321))

33. Quale delle seguenti affermazioni sulla corruzione NON è corretta?

  1. Il reato di corruzione richiede sempre un atto di costrizione psicologica esercitato dal pubblico ufficiale sul privato
  2. La corruzione presuppone un accordo (mercimonio) tra pubblico ufficiale e privato, in cui entrambi concorrono nel reato
  3. Il privato corruttore è punito ai sensi dell'art. 321 c.p. con le stesse pene previste per il corrotto
  4. La corruzione può riguardare sia l'esercizio della funzione in generale, art. 318 c.p., sia un atto specifico contrario ai doveri d'ufficio, art. 319 c.p.

La costrizione psicologica è elemento tipico della concussione (art. 317 c.p.), non della corruzione, che si fonda invece su un accordo bilaterale liberamente concluso tra corrotto e corruttore. (Diritto penale — Corruzione (c.p. artt. 318-321))

34. Cosa punisce l'art. 319-quater c.p. in capo al pubblico ufficiale o all'incaricato di pubblico servizio?

  1. Il fatto di, abusando della propria qualità o dei propri poteri, indurre taluno a dare o promettere indebitamente denaro o altra utilità a sé o a un terzo
  2. Il fatto di appropriarsi di denaro pubblico di cui ha la disponibilità
  3. Il fatto di rifiutare di compiere un atto d'ufficio urgente
  4. Il fatto di rivelare una notizia d'ufficio che deve rimanere segreta

L'art. 319-quater c.p. punisce chi, abusando della qualità o dei poteri, induce (con pressione più tenue della costrizione) taluno a dare o promettere indebitamente denaro o altra utilità. (Diritto penale — Induzione indebita (c.p. art. 319-quater))

35. A differenza della concussione (art. 317 c.p.), nell'induzione indebita (art. 319-quater c.p.)...

  1. Anche il soggetto che dà o promette l'utilità è punito, sia pure con pena più mite, non essendo qualificabile come mera vittima
  2. Il privato non è mai punibile, essendo sempre vittima del reato
  3. Soggetto attivo può essere solo il pubblico ufficiale, mai l'incaricato di pubblico servizio
  4. Non è richiesto alcun abuso di qualità o di poteri da parte del pubblico agente

L'art. 319-quater, comma 2, c.p. punisce anche il privato che dà o promette l'utilità, seppur con pena più mite, a differenza della concussione dove il privato resta vittima non punibile. (Diritto penale — Induzione indebita (c.p. art. 319-quater))

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