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📚 Diritto civile (nozioni)

Persone e soggetti

Il Codice civile distingue la capacità giuridica (idoneità a essere titolare di diritti e doveri, che si acquista con la nascita, art. 1 c.c.) dalla capacità di agire (idoneità a compiere validamente atti giuridici, che si acquista di regola a 18 anni, art. 2 c.c.). Per i soggetti privi in tutto o in parte di autonomia sono previsti istituti di protezione: l'interdizione (art. 414 c.c., incapacità assoluta con rappresentanza del tutore), l'inabilitazione (art. 415 c.c., incapacità relativa con assistenza del curatore) e l'amministrazione di sostegno (art. 404 c.c.). Accanto alle persone fisiche, l'ordinamento riconosce le persone giuridiche (associazioni riconosciute, fondazioni), dotate di autonomia patrimoniale perfetta.

Beni e diritti reali

La proprietà (art. 832 c.c.) è il diritto di godere e disporre pienamente di un bene entro i limiti dell'ordinamento. Il possesso (art. 1140 c.c.) è il potere di fatto sulla cosa esercitato come proprietario o titolare di altro diritto reale, e si distingue dalla mera detenzione. Tra i diritti reali minori vi sono l'usufrutto (art. 978 c.c., godimento della cosa altrui nel rispetto della destinazione economica) e la servitù prediale (art. 1027 c.c., peso su un fondo a vantaggio di un altro fondo). La proprietà si acquista, tra l'altro, per occupazione, accessione, usucapione (art. 1158 c.c.) o contratto (art. 922 c.c.).

Obbligazioni e contratto

Le obbligazioni nascono da contratto, fatto illecito o altro atto/fatto idoneo secondo la legge (art. 1173 c.c.); il debitore deve adempiere con la diligenza del buon padre di famiglia (art. 1176 c.c.) e risponde dell'inadempimento salvo provi l'impossibilità a lui non imputabile (art. 1218 c.c.). Il contratto (art. 1321 c.c.) richiede accordo, causa, oggetto e, se prescritta, forma (art. 1325 c.c.). L'invalidità si distingue in nullità (art. 1418 c.c., vizi gravi, azione imprescrittibile) e annullabilità (art. 1425 c.c., incapacità o vizi del consenso, azione quinquennale ex art. 1442 c.c.); l'inadempimento non di scarsa importanza legittima la risoluzione (art. 1453 c.c.).

Responsabilità civile, famiglia e successioni

L'art. 2043 c.c. impone di risarcire qualunque danno ingiusto cagionato con dolo o colpa. In tema di famiglia, il matrimonio genera doveri reciproci di fedeltà e assistenza (art. 143 c.c.); in mancanza di testamento si apre la successione legittima (art. 457 c.c.), fermo il rispetto delle quote di legittima riservate ai legittimari.

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Preguntas de muestra (35)

1. Secondo l'art. 1 del Codice civile, quando si acquista la capacità giuridica della persona fisica?

  1. Al momento della nascita
  2. Al compimento della maggiore età
  3. Al concepimento
  4. Al momento dell'iscrizione anagrafica

L'art. 1 c.c. stabilisce che la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita; i diritti a favore del concepito sono subordinati all'evento della nascita. (Diritto civile — Persone e soggetti (c.c. art. 1))

2. A quale età si acquista, di regola, la capacità di agire secondo l'art. 2 c.c.?

  1. 16 anni
  2. 18 anni
  3. 21 anni
  4. 14 anni

L'art. 2 c.c. fissa la maggiore età, e con essa la piena capacità di agire, al compimento del diciottesimo anno. (Diritto civile — Persone e soggetti (c.c. art. 2))

3. Un neonato eredita un immobile dal nonno deceduto. Può essere titolare di tale diritto di proprietà pur non potendo amministrarlo da solo?

  1. Sì, perché ha capacità giuridica dalla nascita anche se manca la capacità di agire, esercitata dai suoi rappresentanti legali
  2. No, serve la capacità di agire per essere titolare di diritti
  3. No, un minore non può mai ereditare beni immobili
  4. Sì, ma solo dopo il compimento dei 14 anni

La capacità giuridica (idoneità a essere titolare di diritti) si ha dalla nascita; la capacità di agire si acquista a 18 anni e nel frattempo il minore è rappresentato dai genitori. (Diritto civile — Persone e soggetti (c.c. artt. 1-2, 320))

4. Un soggetto affetto da abituale infermità di mente tale da renderlo incapace di provvedere ai propri interessi viene sottoposto a interdizione giudiziale. Quale effetto produce l'interdizione sulla sua capacità di agire?

  1. Nessun effetto, l'interdetto conserva piena capacità di agire
  2. Comporta incapacità legale assoluta: gli atti sono compiuti dal tutore in sua rappresentanza
  3. Comporta solo una limitazione parziale, assistito da un curatore per gli atti di straordinaria amministrazione
  4. Comporta l'estinzione della capacità giuridica

L'interdizione (art. 414 c.c.) determina incapacità legale assoluta di agire; l'interdetto è rappresentato da un tutore, a differenza dell'inabilitato che è solo assistito da un curatore. (Diritto civile — Persone e soggetti (c.c. art. 414))

5. Qual è la differenza principale tra interdizione e inabilitazione nel Codice civile?

  1. Sono sinonimi dello stesso istituto
  2. L'interdetto è rappresentato dal tutore (incapacità assoluta), l'inabilitato è assistito da un curatore per gli atti di straordinaria amministrazione (incapacità relativa)
  3. L'inabilitazione riguarda solo i minori, l'interdizione solo i maggiorenni
  4. L'interdizione è disposta dal solo medico curante, l'inabilitazione dal giudice

L'art. 414 c.c. disciplina l'interdizione (incapacità assoluta, rappresentanza del tutore) e l'art. 415 c.c. l'inabilitazione (incapacità relativa, assistenza del curatore). (Diritto civile — Persone e soggetti (c.c. artt. 414-415))

6. L'istituto dell'amministrazione di sostegno, per tutelare le persone prive in tutto o in parte di autonomia, è disciplinato a partire da quale articolo del Codice civile?

  1. Art. 404 c.c.
  2. Art. 2043 c.c.
  3. Art. 1321 c.c.
  4. Art. 832 c.c.

L'amministrazione di sostegno è disciplinata dagli artt. 404 e seguenti del Codice civile, introdotti dalla L. 6/2004. (Diritto civile — Persone e soggetti (c.c. art. 404))

7. Le persone giuridiche che godono di autonomia patrimoniale perfetta rispondono delle obbligazioni sociali...

  1. Esclusivamente con il proprio patrimonio, distinto da quello dei soci/associati
  2. Sempre e solo con il patrimonio personale dei soci
  3. In solido e illimitatamente dai soci con il proprio patrimonio personale
  4. Mai, essendo esenti da responsabilità patrimoniale

Nelle persone giuridiche con autonomia patrimoniale perfetta (es. associazioni riconosciute, fondazioni) delle obbligazioni risponde solo il patrimonio dell'ente, non quello personale dei membri. (Diritto civile — Persone e soggetti (c.c. artt. 14 ss.))

8. Le associazioni non riconosciute, disciplinate dagli artt. 36 ss. c.c., si distinguono dalle associazioni riconosciute principalmente perché...

  1. Non possono in alcun caso stipulare contratti
  2. Non hanno autonomia patrimoniale perfetta: delle obbligazioni rispondono anche personalmente e solidalmente coloro che hanno agito in nome e per conto dell'associazione
  3. Non possono avere un fondo comune
  4. Sono sempre enti pubblici

Ai sensi dell'art. 38 c.c., per le obbligazioni assunte in nome dell'associazione non riconosciuta rispondono, oltre al fondo comune, personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in suo nome. (Diritto civile — Persone e soggetti (c.c. artt. 36-38))

9. Tizio, maggiorenne, viene dichiarato assente ai sensi dell'art. 49 c.c. dopo che non si hanno più notizie di lui da tempo apprezzabile. Quale effetto produce la dichiarazione di assenza sui beni di Tizio?

  1. I beni vengono immediatamente devoluti agli eredi come in caso di morte
  2. Viene disposta l'immissione nel possesso temporaneo dei beni a favore di chi vi avrebbe diritto in caso di morte, senza che si producano gli effetti definitivi della morte
  3. I beni restano congelati senza alcuna gestione fino al ritorno
  4. I beni vengono trasferiti allo Stato

La dichiarazione di assenza consente l'immissione nel possesso temporaneo dei beni a favore dei successibili, ma non produce gli effetti definitivi della morte, che si hanno solo con la dichiarazione di morte presunta. (Diritto civile — Persone e soggetti (c.c. artt. 48-50))

10. Quale tra le seguenti affermazioni sulla capacità giuridica NON è corretta?

  1. Si acquista con la nascita
  2. Può essere limitata dalla legge in alcuni casi speciali
  3. Si estingue con la morte
  4. Coincide sempre con la capacità di agire

Capacità giuridica e capacità di agire sono nozioni distinte: la prima si ha dalla nascita, la seconda si acquista, di regola, a 18 anni. (Diritto civile — Persone e soggetti (c.c. artt. 1-2))

11. Ai sensi dell'art. 832 c.c., il diritto di proprietà attribuisce al titolare il diritto di...

  1. Godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti dall'ordinamento
  2. Godere della cosa altrui rispettandone la destinazione economica
  3. Utilizzare la cosa solo per scopi agricoli
  4. Godere della cosa solo per un tempo determinato

L'art. 832 c.c. definisce la proprietà come diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, nei limiti dell'ordinamento giuridico. (Diritto civile — Beni e diritti reali (c.c. art. 832))

12. L'art. 833 c.c. vieta i cosiddetti "atti emulativi": cosa si intende con questa espressione?

  1. Atti compiuti dal proprietario che non hanno altro scopo che nuocere o recare molestia ad altri
  2. Atti di disposizione a titolo gratuito
  3. Atti compiuti da un non proprietario
  4. Atti di ordinaria amministrazione compiuti dall'usufruttuario

L'art. 833 c.c. vieta al proprietario di compiere atti che non abbiano altra utilità se non quella di nuocere o arrecare molestia ad altri (atti emulativi). (Diritto civile — Beni e diritti reali (c.c. art. 833))

13. Secondo l'art. 1140 c.c., il possesso è...

  1. Il potere sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale
  2. La mera disponibilità materiale della cosa senza alcuna volontà di comportarsi come titolare del diritto
  3. Un contratto tipico
  4. Un modo di estinzione della proprietà

L'art. 1140 c.c. definisce il possesso come il potere sulla cosa manifestato da un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale (elemento oggettivo e animus possidendi). (Diritto civile — Beni e diritti reali (c.c. art. 1140))

14. Caio occupa un appartamento come conduttore in forza di un contratto di locazione, riconoscendo la proprietà altrui e pagando il canone. Come si qualifica giuridicamente la sua relazione con il bene?

  1. Possesso pieno, equiparabile a quello del proprietario
  2. Detenzione, poiché Caio riconosce l'altruità del diritto e non ha l'animus di possedere come proprietario
  3. Usucapione immediata
  4. Servitù prediale

Il conduttore detiene l'immobile riconoscendo l'altrui proprietà (detenzione qualificata), mancando l'animus possidendi tipico del possesso ad usucapionem. (Diritto civile — Beni e diritti reali (c.c. artt. 1140, 1168))

15. Tizio possiede in buona fede, pubblicamente e senza interruzioni, un fondo altrui per 20 anni continuativi, comportandosi come proprietario. Quale istituto gli consente di acquistarne la proprietà?

  1. L'accessione
  2. L'usucapione dei beni immobili, ai sensi dell'art. 1158 c.c.
  3. L'occupazione
  4. La specificazione

L'art. 1158 c.c. prevede che la proprietà dei beni immobili si acquista in virtù del possesso continuato per venti anni (usucapione). (Diritto civile — Beni e diritti reali (c.c. art. 1158))

16. L'usufrutto, disciplinato dall'art. 978 c.c. e seguenti, attribuisce all'usufruttuario il diritto di...

  1. Godere della cosa altrui, traendone ogni utilità, con l'obbligo di rispettarne la destinazione economica
  2. Disporre liberamente della proprietà del bene, potendola alienare come proprietario
  3. Occupare stabilmente il fondo altrui a titolo gratuito e perpetuo
  4. Costituire ipoteca sul bene senza limiti

L'art. 981 c.c. stabilisce che l'usufruttuario ha diritto di godere della cosa, ma deve rispettarne la destinazione economica; a differenza del proprietario non può disporre della sostanza del bene. (Diritto civile — Beni e diritti reali (c.c. artt. 978, 981))

17. In cosa si differenzia il diritto di uso (art. 1021 c.c.) dal diritto di usufrutto?

  1. Sono identici e intercambiabili
  2. Il titolare del diritto di uso può servirsi della cosa e, se fruttifera, raccoglierne i frutti solo nei limiti dei bisogni suoi e della sua famiglia, mentre l'usufruttuario gode della cosa senza tale limitazione
  3. Il diritto di uso è sempre perpetuo, l'usufrutto sempre temporaneo
  4. L'uso può avere a oggetto solo beni mobili, l'usufrutto solo beni immobili

L'art. 1021 c.c. limita il godimento del titolare del diritto d'uso ai bisogni propri e della propria famiglia, a differenza dell'usufrutto che consente un godimento pieno del bene. (Diritto civile — Beni e diritti reali (c.c. art. 1021))

18. Ai sensi dell'art. 1027 c.c., la servitù prediale consiste in...

  1. Un peso imposto sopra un fondo (servente) per l'utilità di un altro fondo (dominante), appartenente a diverso proprietario
  2. Un diritto personale di godimento che si estingue con la morte del titolare
  3. Un obbligo di dare somme di denaro periodiche tra vicini
  4. Un contratto di locazione tra fondi confinanti

L'art. 1027 c.c. definisce la servitù prediale come peso imposto sopra un fondo per l'utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario. (Diritto civile — Beni e diritti reali (c.c. art. 1027))

19. Tra i modi di acquisto della proprietà elencati dall'art. 922 c.c. rientra l'accessione: in cosa consiste, nel caso tipico di costruzione su suolo altrui?

  1. Il proprietario del suolo acquista la proprietà della costruzione realizzata sopra o sotto il suolo, salvo diverso accordo o le eccezioni di legge
  2. Chi costruisce diventa sempre proprietario del suolo
  3. Il costruttore in buona fede acquista automaticamente il suolo dopo un anno
  4. È necessario un atto notarile affinché operi l'accessione

In base al principio dell'accessione (art. 934 c.c.), il proprietario del suolo acquista la proprietà di quanto viene costruito sopra o sotto di esso, salve le eccezioni previste dalla legge. (Diritto civile — Beni e diritti reali (c.c. artt. 922, 934))

20. Quale tra le seguenti NON è un'azione posta dal Codice civile a tutela del possesso?

  1. Azione di reintegrazione (o di spoglio), art. 1168 c.c.
  2. Azione di manutenzione, art. 1170 c.c.
  3. Azione di rivendicazione, art. 948 c.c.
  4. Nessuna delle precedenti, sono tutte azioni possessorie

L'azione di rivendicazione (art. 948 c.c.) è un'azione petitoria a tutela della proprietà, non un'azione possessoria; le azioni possessorie tipiche sono la reintegrazione e la manutenzione. (Diritto civile — Beni e diritti reali (c.c. artt. 948, 1168, 1170))

21. Secondo l'art. 1173 c.c., le obbligazioni derivano da...

  1. Contratto, fatto illecito, o ogni altro atto o fatto idoneo a produrle in conformità dell'ordinamento giuridico
  2. Solo dal contratto
  3. Solo dalla legge
  4. Solo dal fatto illecito e dalla sentenza

L'art. 1173 c.c. individua tre fonti delle obbligazioni: il contratto, il fatto illecito e ogni altro atto o fatto idoneo a produrle secondo l'ordinamento (es. gestione di affari, arricchimento senza causa). (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. art. 1173))

22. L'art. 1176 c.c. impone al debitore, nell'adempiere l'obbligazione, di usare...

  1. La diligenza del buon padre di famiglia, salva la diligenza qualificata richiesta per l'esercizio di un'attività professionale
  2. La massima diligenza possibile in ogni caso, senza distinzioni
  3. Nessuna diligenza particolare, essendo sufficiente la buona fede
  4. La diligenza minima, salvo dolo

L'art. 1176 c.c. fissa il criterio generale della diligenza del buon padre di famiglia, elevato a diligenza professionale per chi adempie nell'esercizio di un'attività professionale. (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. art. 1176))

23. Un fornitore non consegna la merce pattuita entro il termine contrattuale, senza alcuna causa di forza maggiore. Il creditore chiede il risarcimento del danno. Su chi grava l'onere di provare che l'inadempimento è dipeso da causa a lui non imputabile?

  1. Sul creditore, che deve provare la colpa del debitore
  2. Sul debitore, ai sensi dell'art. 1218 c.c.
  3. Su nessuna delle parti, essendo una presunzione assoluta a favore del debitore
  4. Sul giudice d'ufficio

L'art. 1218 c.c. pone a carico del debitore inadempiente l'onere di provare che l'inadempimento (o il ritardo) è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. art. 1218))

24. L'impossibilità sopravvenuta della prestazione, non imputabile al debitore, ai sensi dell'art. 1256 c.c. produce quale effetto sull'obbligazione?

  1. La sospende per un anno
  2. La trasforma automaticamente in obbligazione pecuniaria
  3. La estingue
  4. Non produce alcun effetto

L'art. 1256 c.c. prevede che l'obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore, la prestazione diventa impossibile. (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. art. 1256))

25. La costituzione in mora del debitore, disciplinata dall'art. 1219 c.c., avviene di regola tramite...

  1. Intimazione o richiesta fatta per iscritto
  2. Il semplice decorso del termine, in ogni caso, senza necessità di alcun atto
  3. Una sentenza del giudice
  4. Il pagamento di una penale

L'art. 1219 c.c. richiede, salvo i casi di mora automatica (mora ex re), un'intimazione o richiesta scritta per costituire in mora il debitore. (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. art. 1219))

26. Tizio, senza esservi obbligato né avere ricevuto incarico, si occupa spontaneamente degli affari urgenti del vicino Caio, temporaneamente impossibilitato a provvedervi, gestendone utilmente gli interessi. Quale istituto disciplina questa situazione?

  1. La gestione di affari altrui, artt. 2028 ss. c.c.
  2. Il contratto di mandato
  3. L'arricchimento senza causa
  4. La rappresentanza legale

Gli artt. 2028 ss. c.c. disciplinano la gestione di affari altrui, fonte atipica di obbligazione: chi gestisce utilmente affari altrui senza esservi obbligato è tenuto a continuarli e il gerito ne risponde secondo le regole del mandato. (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. artt. 2028-2032))

27. Chi ha eseguito un pagamento non dovuto ha diritto alla ripetizione dell'indebito ai sensi di quale articolo del Codice civile?

  1. Art. 2033 c.c.
  2. Art. 2043 c.c.
  3. Art. 1453 c.c.
  4. Art. 832 c.c.

L'art. 2033 c.c. disciplina l'indebito oggettivo: chi ha eseguito un pagamento non dovuto ha diritto di ripetere ciò che ha pagato. (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. art. 2033))

28. L'azione generale di arricchimento senza causa, prevista dall'art. 2041 c.c., ha carattere...

  1. Principale e sempre esperibile, anche quando il danneggiato possa esercitare un'altra azione tipica
  2. Sussidiario: può essere esperita solo quando il danneggiato non abbia altra azione per farsi indennizzare del pregiudizio subito
  3. Penale
  4. Reale

L'art. 2042 c.c. sancisce il carattere sussidiario dell'azione di arricchimento senza causa: non è proponibile quando il danneggiato può esercitare un'altra azione per farsi indennizzare del pregiudizio subito. (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. artt. 2041-2042))

29. Due debitori, Tizio e Caio, sono obbligati in solido verso il creditore Mevio per l'intero importo di un debito comune. Mevio può pretendere l'intero pagamento da uno solo dei due debitori?

  1. No, deve sempre dividere la pretesa in parti uguali tra i condebitori
  2. Sì: nell'obbligazione solidale passiva ciascun debitore può essere obbligato per l'intero, e il creditore ha facoltà di rivolgersi a uno qualsiasi di essi
  3. No, la solidarietà passiva è vietata dal Codice civile
  4. Sì, ma solo previa autorizzazione del giudice

Nell'obbligazione solidale passiva (art. 1292 c.c.) ciascun condebitore può essere costretto all'adempimento per la totalità, salvo il suo diritto di regresso verso gli altri coobbligati. (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. art. 1292))

30. Quale delle seguenti NON è annoverata tra le fonti delle obbligazioni ai sensi dell'art. 1173 c.c.?

  1. Il contratto
  2. Il fatto illecito
  3. Ogni altro atto o fatto idoneo a produrre obbligazioni in conformità dell'ordinamento
  4. La semplice intenzione non manifestata di obbligarsi

Una mera intenzione interna non manifestata non è fonte di obbligazioni; l'art. 1173 c.c. richiede un contratto, un fatto illecito o un atto/fatto giuridicamente idoneo. (Diritto civile — Obbligazioni (c.c. art. 1173))

31. Ai sensi dell'art. 1321 c.c., il contratto è...

  1. L'accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale
  2. Un atto unilaterale con cui una parte si obbliga verso un'altra
  3. Un fatto illecito che genera un obbligo risarcitorio
  4. Un provvedimento amministrativo autoritativo

L'art. 1321 c.c. definisce il contratto come l'accordo tra due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale. (Diritto civile — Contratto (c.c. art. 1321))

32. Quali sono i requisiti del contratto elencati dall'art. 1325 c.c.?

  1. Accordo delle parti, causa, oggetto e forma (quando prescritta dalla legge a pena di nullità)
  2. Solo l'accordo delle parti e la firma autenticata
  3. Causa, motivo e condizione
  4. Oggetto, prezzo e termine

L'art. 1325 c.c. indica come requisiti del contratto: l'accordo delle parti, la causa, l'oggetto e, quando richiesta a pena di nullità, la forma. (Diritto civile — Contratto (c.c. art. 1325))

33. Tizio e Caio stipulano un contratto di compravendita immobiliare tramite semplice scrittura privata priva dei requisiti di forma richiesti dalla legge per tale tipo di atto. Quale conseguenza produce il difetto di forma quando questa è richiesta ad substantiam?

  1. Il contratto è semplicemente annullabile su richiesta della parte interessata entro 5 anni
  2. Il contratto è nullo, ai sensi dell'art. 1418 c.c., per mancanza di un requisito essenziale
  3. Il contratto resta pienamente valido ed efficace
  4. Il contratto è solo inopponibile ai terzi, ma vincola le parti

Quando la forma è richiesta dalla legge a pena di nullità (forma ad substantiam, come per i trasferimenti immobiliari, art. 1350 c.c.), la sua mancanza determina la nullità del contratto ex art. 1418 c.c. (Diritto civile — Contratto (c.c. artt. 1350, 1418))

34. Il contratto si conclude, secondo la regola generale dell'art. 1326 c.c., nel momento in cui...

  1. Il proponente ha conoscenza dell'accettazione dell'altra parte
  2. Le parti sottoscrivono materialmente un documento cartaceo
  3. Viene versato un acconto
  4. Interviene l'autorizzazione di un notaio

L'art. 1326 c.c. adotta il principio della cognizione: il contratto si conclude nel momento in cui il proponente ha conoscenza dell'accettazione della controparte. (Diritto civile — Contratto (c.c. art. 1326))

35. Quale tra le seguenti è una causa di nullità del contratto ai sensi dell'art. 1418 c.c., e non di semplice annullabilità?

  1. L'incapacità legale di una delle parti
  2. L'errore essenziale sull'oggetto del contratto
  3. L'illiceità della causa
  4. Il dolo determinante

L'illiceità della causa (contraria a norme imperative, ordine pubblico o buon costume) rende il contratto nullo ex art. 1418 c.c.; incapacità legale, errore e dolo sono invece vizi che comportano annullabilità (artt. 1425, 1427). (Diritto civile — Contratto (c.c. artt. 1418, 1425, 1427))

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